Rassegna storica del Risorgimento

RIMINI ; MOTI 1831
anno <1936>   pagina <1672>
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COSPIRATORI E REAZIONARI IN RIMINI I DOPO LA RIVOLUZIONE DEL '311
Con. la partenza delle truppe imperiali dalle Legazioni, avvenuta il 10 lu­glio 1831 in seguito alle replicate rimostranze della Francia e con grande soddi­sfazione del popolo nonché dello stesso cardinale Bernetti, la Romagna, delusa dalle mancate concessioni di riforme promesse con l'era novella ed esasperata dalla reazione che d'ogni parte infieriva, proruppe in nuovi tumulti con vio­lente manifestazioni ostili al Governo, con l'abbattimento di stemmi pontifici, col rifiuto di assumere le insegne papali e di versare i tributi a Roma, ciò che rendeva oltremodo difficile la vita stessa dello Stato il cui erario trovavasi ormai esausto.
Ad eccezione di Rimini, tenuta sotto il severo Governo militare del colon­nello Bentivoglio, Comandante supremo di un'accozzaglia di truppe merce> narie tratte dagli ergastoli e dagli altri luoghi di pena e ivi concentrate, tutta la Romagna era in preda all'anarchia.
A Forlì, la mattina del 16 luglio giungeva da Bologna la notizia di una trama ordita con la connivenza del colonnello Bentivoglio il quale, secondo fu poi accertato, avrebbe dovuto marciare con fanteria e cannoni a nord di Rimini al minimo accenno di movimenti liberali e far strage di cittadini. Sull'esempio di Bologna, di Cesena, di Faenza e di altre città, i forlivesi corsero alle armi; e all'una pomeridiana di quel medesimo giorno, riusciti vani gli unici di una Deputazione inviata al Prolegato Luigi Paulucci de' Calboli per esor­tarlo a far disarmare i militi, irruppero nella piazza in numero di quattro o cinquecento, prendendo d'assalto il palazzo del Governo e correndo poi in quello della Missione (ora palazzo degli studi nella piazza Morgagni) dove era accaser­mata la Guardia provinciale. Gli ammutinati si sparsero poi per le locande, le bettole e le trattorie in una caccia furibonda ai militari e quanti ne trovarono tanti ne disarmarono. Ad ogni posto conquistato venivano messe sentinelle e rinforzi di picchetti armati. x)
1} La Guardia provinciale, specie di milizia volontaria, era stata istituita nelle quattro Legazioni dal Bernetti. Prima cura del Paulucci, appena nominato Pro-legato, fu la forma­zione in Forlì di questo corpo con elementi trattila maggior parte da vecchi militari, che venne adibito al servizio dei Tribunali e della polizia. Ne fecero parte 53 militi detti anche vigili, al comando del Tenente Monteremo; Gaetano di Bologna.
(G. CÀLLETM, Starla di Forlì, II, p. 854, nis. in Biblioteca comunale di Forlì, e 0. FABRETTI, Il forlivese Anton Francesco Santarelli e la sua missione a Roma nelVagostoset­tembre 1831, in Rassegna Storica del Risorgimento, anno 1924, fase. II). Per le notizie biografiche sul Monterenzi, vedasi in ALBANO SOII BELLI, Libro dei compromessi politici nella rivoluzione del 1831-32, Roma, Vittoriano, 1935, p. 113.