Rassegna storica del Risorgimento
RIMINI ; MOTI 1831
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1936
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1674
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1674 Luigi Tosi
che il BaldeUi aveva scelto come luogo di rifugio sotto l'egida del colonnello Bentivoglio, *)
Quivi il BaldeUi andò ad abitare presso il dott. Felice Lanccllotti, che X rapporti della polizia davano già come fazioso liberale, e sistemò il proprio ufficio di Sovraintendente pel funzionamento del quale (ma più ancora, come è lecito supporre, per avere al fianco una persona di coraggio) tenne con sé il Palmerini che lo aveva sottratto con tanta devozióne al pugnale settario. Giunto in Ri miai abbattuto di corpo e più ancora di spirito, ammalò per una quindicina di giorni, e perchè nuovo in quella città e sconosciuto a tutti, lo sovvenne ancora una volta il fedele dipendente che lo affidò alla protezione di ce un certo Gaetano Carlini.
Che persona fosse questo Carlini glie lo fece intendere il Bentivoglio che di lì a un mese (il 16 agosto) arrestò tanto il Carlini quanto il Palmerini che con lui abitava. Nello stesso giorno venivano tratte in arresto altre due persene, certi Orioli e Quattrini, provenienti da Ravenna, chiamati dal BaldeUi per ragioni rìservatissime d'ufficio.
Appunto il 17 agosto il BaldeUi si vede bruscamente respinta una sua commendatizia con questa postilla:
Le lettere che ritrovai al sig. Orioli sono bastanti prove di ribellione. Io sono incaricato dal Governo di perseguitare costoro. Il Rapporto è fatto alla Segr.fr di Stato; l'Orioli è in Rocca, non posso retrocedere. Mi rincresce di non poter aderire ai suoi uffici.
Che cosa stava succedendo? Il cav. BaldeUi che mercè le autorevolissime protezioni, fra cui quella del cardinale Macchi, era salito, a 35 anni, a così ambita carica; che era ritenuto dalla Corte e dallo stesso Pontefice il più caldo amico del Governo; che si diceva fosse stato mandato a Forlì non tanto per ragioni di Finanza quanto per funzioni di alta polizia e tenesse a tale scopo un segreto carteggio col cardinale Bernetti; che vantava benemerenze pei segnalati servizi prestati alla Commissione Invernizzi al tempo del cardinale Rivarola, veniva ora colto in fragrante delitto di connivenza coi settari e gravemente sospettato egli stesso di settarismo e di ribellione! *)
*) Filippo Giungi, riminese, autore della nota Cronaca ms. (in Biblioteca Gambalunga di Rimini) cosi annota Botto la data 23 luglio 1831: Per esuberante timore o per altre cause particolari, il da poco creato Intendente di Finanza dal Tesoriere pontificio, sig. BaldeUi di Ravenna che rimpiazzò questo nostro concittadino Michele Rosa con la sua residenza a Forlì, fin dal 19 corr. si è qui traddotto e qui resta permanentemente per ora ad esaurire le sue incombenze di ufficio .
2) Questo documento, come gli altri che verranno citati nel presente studio senza speciale indicazione, fa parte della mia raccolta privata.
Sull'arresto dell'Orioli cosi scrive il Giangi cit.: 17 agosto. Tenne fermato alla Posta ero allora nel paiamo detto dei Tre Re in Strada Maestra ieri sera sul tardi un certo Orioli di Ravenna, proveniente dalla sua città e qui diretto. Mancandogli le carte di viaggio fu portato alla Polizia, poi dal presidente Bentivoglio e visitato li trovarono in dosso una lettera di un