Rassegna storica del Risorgimento
RIMINI ; MOTI 1831
anno
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1936
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pagina
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1679
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Cospiratori e reazionari in Rimini dopo la rivoluzione del '31 1679
Ravenna e Forlì per ottenere dal papa la immediata concessione di provvidenze atte a conciliare il Principe coi sadditi e a togliere la Romagna da un pericoloso stato di convulsione. Facevano parte della Deputazione, quali rappresentanti di Forlì, l'aw Anton Francesco Santarelli, forlivese, -e il dott. Tommaso Fracassi Poggi, di Gatteo.
Quattro erano i punti che si dovevano trattare: assicurazione scritta che le truppe del Bentivoglio non avrebbero avanzato da Rimini; l'allontanamento di dette truppe dalla provincia di Forlì; la sospensione dell'editto 5 luglio 1831; 1 effettivo completo armamento, a spese del Governo, della Guardia civica e forense. Impegno difficile da ambo le parti e non scevro di pericoli; e malgrado i lunghi colloqui coi cardinale Bernetti, malgrado le reciproche intenzioni di accomodarsi, come scrive l'Alborghetti in data 6 settembre,
non s'intendono, non si combinano e tento crescerà lo inasprimento fra il Governo e le Legazioni. Essi saranno ricevuti dal Papa ma come semplici privati. Si dice poi che per il giorno 8 è stato combinato un movimento sopra Cesena delle nostre truppe di Rimini e da Ferrara* Il Signore ce la mandi buona 1
Vera o no la notizia del progettato movimento, sta di fatto che mentre il cardinale Bernetti dava la sua parola d'onore che le truppe del Bentivoglio non si sarebbero mosse da Rimini, alcune pattuglie di Dragoni fecero ripetute ricognizioni spingendosi fino a S. Arcangelo.
I particolari di quella missione sono ampiamente narrati dal Fabretti; pel nostro assunto giova qui riportare quanto l'Alborghetti scriveva in data 10 settembre:
I Deputati di codeste Provincie hanno ottenuto, se non tutto, almeno gran parte di ciò che addi mandavano: 1 la promessa che per ora non si pensa a far avanzare le truppe pontifìcie in Romagna e a Bologna; 2 non il ritiro dell'Editto 5 luglio ma molte delle modificazioni richieste sul medesimo relative alFAssessor Civile, alla Segnatura, ecc.; 3 la facoltà ai Consigli di radunarsi e di scegliere dei Deputati che esporranno al Governo gli ulteriori bisogni per essere presiin considerazione. Quei di Ravenna hanno ottenuto maggiori distinzioni, un poco meno i deputali di Bologna e ben poco quelli di Forlì. Non so se gioverà tanta condiscendenza.
Promesse e concessioni mendaci, secondo il costume della Corte di Roma e come confermarono gli avvenimenti che di lì a poco seguirono.
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Narra Domenico Antonio Farmi che il cardinale Rusconi, legato di Ravenna dal 1820, teneva come suo intimissimo, in qualità di minutante con funzioni di segretario, il Baldelli, la cut unica intenzione era quella di far danari per ispen-derne altrettanti e più; e continua che costui, caduto in disgrazia del Principe per opera del capo della Polizia col quale non era ben oVaccordo nei furti che si