Rassegna storica del Risorgimento
RIMINI ; MOTI 1831
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1936
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1682
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1682 Luigi Tosi
al Baldelli. Di più ancora, il nome di quest'ultimo fu pronunziato favorevolmente in una Congregazione di Stato al Pontefice che mostrò di interessarsi di questo zelante funzionario.
L'Alborghetti, come di consueto, ne dà notizia all'amico scrivendo in data 5 novembre:
Hi giunsero a tempo le carissime vostre del 24 e 31 dello scorso ottobre giacche nel susseguente giorno del nostro arrivo in Roma fu l'Elmo (Soglia) chiamato ad assistere una Congregazione di Stato, tenuta innanzi il Papa, relativa agli affari di Finanza. Si parlò molto sul trovare i modi onde poter far fronte agli urgenti bisogni dello Stato e si venne quindi al punto importantissimo di non ricever più la Tesoreria un soldo dalle Legazioni. Qui prese la parola il nostro Card, ed espose quei tanto da voi operato per ritrarre del denaro onde pagarla Truppa di Rimini. Il'Tesoriere ch'eco pure presente fece eco agli elogi che di voi faceva il Card, ed asserì anch'Egli eh eravate quasi l'unico Impiegato che serva con vero e deciso zelo il Governo; e siccome il Papa domandò allora nuovamente il vostro nome, fu il Card. Bernetti. quello che rispose dicendogli: Si chiama Michele Baldelli ed è appunto quello che raccomandò l'Elmo Macchi per l'impiego che ora cuopre. Anche Bernetti si lodò molto di voi e mostrò di essere pienamente soddisfatto di quanto fate a vantaggio del Governo. Dopo tutto questo, dice il nostro Elmo che se Bernetti ha sottoscritto il dispaccio relativo al Carlini, e tutt'altro che abbia o possa contenere cose a voi disgustose, non dee maravigliarvi, giacché Egli firma le lettere senza leggerle e sono i subalterni quelli che muovono la Barca. II certo si è che Voi ormai siete in buonissima vista presso tutti ed in modo speciale presso il Papa, il Segr.io di Stato ed il Tesoriere.
Più. tardi FAIborghetti offrirà al fortunato Baldelli un posto di capo-stanza nella Tesoreria Generale con l'emolumento, allora ragguardevole, di 55 scudi mensili. Ma il Baldelli non accettò.
* * *
Gli avvenimenti intanto precipitavano. Con l'appoggio della nuova Santa Alleanza e l'adesione della Francia, l'avanzata delle truppe da Rimini era ormai decisa. A tale scopo, nuove forze si andavano raccogliendo in pieno assetto di guerra, allorché il 23 dicembre si sparge la voce che il Bentivoglio era stato richiamato a Roma.
Parti il 25, narra il Giungi, solo come un privato; mandò avanti la carrozza da viaggio ed egli si servi del legno di casa Mattioli. Chi gli tenne compagnia nelle ultime ore della sua permanenza a Rimini asserì che sensibilissima fu questa sua repentina chiamata a Roma e che molto disturbato si mostrò di suo fisico, forsi (aie) troppo punto nell'amor proprio e fatto partire cosi da privato, giacché voleva la scorta de' suoi Carabinieri disordinata dal card. Albani, dopo aver qui presieduto quulTaltro Sovrano assoluto e con rigore talvolta e spesso capriccioso e intempestivo.
La Corte romana aveva finalmente deposta la maschera. E bene a ragione l'Alhorghetti scriveva in proposito:
Voi qui avete sempre detto che i faziosi in Romagna erano pochissimi e spregievolissimi; che un pugno di soldati e un poco di rigore li avrebbe prontamente domo ti. Ora dopo i vostri pericoli di Forlì e le vostre nuove relazioni, avete cambiato linguaggio. I pochissimi sono
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