Rassegna storica del Risorgimento

RIMINI ; MOTI 1831
anno <1936>   pagina <1683>
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Cospiratori e reazionari in Rimini dopo la rivoluziono dei *31 1683
diventati numerosi e formidabilissimi e sostenete sempre che senza parecchie migliaia di Tedeschi è impossibile frenarli. Il fatto proverò che vi siete ingannato tutte e dne le volte Allora erano forti; adesso sono deboli.
Il Diario di Roma del 14 gennaio 1832 pubblicava intanto il proclama del cardinale Bemetti e le note diplomatiche delle quattro Potenze che dovevano togliere ogni speranza ai faziosi e assicurare 1* ingresso pacifico delle sole truppe pontificie. H fedele Alberghetti si affretta ad informarne l'amico, presagendo omi­cidi e vendette private, esortandolo ad allontanarsi dalla Romagna come da terra straniera e nemica ed a chiedere protezione al cardinale Albani. L'ansia, la preoccupazione, il terrore della Corte romana sono pienamente rispecchiate nella corrispondenza di quei giorni.
Con gran sorpresa, scrive in data 21 gennaio, sono privo di vostre nuove da tre ordinari e tanto più ne sono meravigliato e dolente quanto più ora diviene interessante di averle in momenti così decisivi. Toglietemi dunque d'incertezza e ditemi come state, cosa fate, cosa sperate, cosa temete; datemi insomma nuova di tatto e di tutti. Ditemi se avete ricevuta l'ultima mia e se vi siete presentato al card. Albani a cui farete sempre i miei ossequi e che ora deve essere costà (infatti era giunto a Rimini il 18). Roma adesso non somministra più notizie e tocca a voi altri a darne a noi.
E in evidente contradizione con quanto aveva spavaldamente proclamato qualche giorno prima, è costretto a confessare: Io temo che senza l'intervento austriaco sia impossibile l'accomodare stabilmente codeste faccende .
Il Baldelli per conto suo e senza perdere tempo in mezzo, si era presentato al cardinale che lo aveva lungamente trattenuto a colloquio. H signor Baldelli (è lo stesso Albani che scrive aWAlborgfietti il 24 successivo da Forlì) mi ha già favorito ed abbiamo discorso lungamente. Io lo avevo già conosciuto in Sinigaglia ed è un Uomo di ottimi sentimenti con cui si parla molto bene .
Per un confidente di polizia, concussore e sospetto di settarismo qual'era il Baldelli, l'elogio dell'Albani costituiva la riabilitazione completa.
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Quattro giorni prima si era fieramente combattuto ira liberali accorsi da ogni parte di Romagna e papalini al Monte di Cesena e dopo due ore di fuoco le orde pontificie entravano nella città abbandonandosi al saccheggio ed a violenze inaudite che la rampogna del venerando Eduardo Fabbri, presentatosi inerme e solo a quei forsennati, non valse a scongiurare.
H 21 gennaio i papalini erano a Forlì che li accolse senza resistenza, in silen­zio. La sera avvenne l'inaudito cecidio della pacifica e inerme popolazione e ventiquattro furono gli uccisi, oltre sessanta i feriti. Pòco dopo, tra i cadaveri ancor caldi, per quelle vie fumanti di sangue entrava vittorioso e sorridente il cardinale Albani.