Rassegna storica del Risorgimento
RIMINI ; MOTI 1831
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1936
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1684
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1684
Luigi Tosi
Anche il nostro Baldelli poteva oramai cantate vittoria. Umiliato il Benti-voglio, visti sgominati i faziosi, pur temendone il ritorno, scomparso F incubo del Valliceli! con l'arresto della intera banda, pensa che è tempo di ricondursi in patria dopo sette mesi di forzato abbandono. Ne dà preavviso al generale Galassi, Ispettore Superiore del Corpo di Finanza, con una lettera in data 25 gennaio, nella quale si cercherebbe invano una nota dignitosa di coraggio civile. Questo pur baldo giovane, che ha fin qui ostentato l'amicizia più sfacciata coi liberali per solo amor della pelle; che ha combattuto il Bentivoglio maschia, se pure intemperante ed impetuosa figura di soldato a colpi di velenose scar-toffie, sente ora la paura dell'isolamento e vorrebbe che l'armata pontificia si fermasse ancora a Forlì perchè questa città, dopo il successo, esigerebbe un presidio di forze imponente . E non dissimula, nella sua anima inquieta, il grandissimo timore e la massima angustia, perchè mille voci corrono sullo sbandamento dei faziosi i quali potrebbero pur ripiegare su Rimini e tentare di accendere il fuoco alle spalle dell'Armata .
Nei primi giorni di febbraio il Baldelli rientrava definitivamente a Forlì dove nel successivo luglio, a conforto e premio delle passate traversie, il papa lo confermava nella carica di Sovraintendente che per un anno aveva sostenuto in via provvisoria.
Le distinzioni ricevute dalla Corte romana non impedirono tuttavia che contro di lui movessero ulteriori assalti, né lo salvarono dalla taccia davvero inspiegabile di pregiudicato in linea politica. Eppure nel settembre del '32 il Governatore Giuseppe Antimi lo denunziava appunto al cardinale Spinola per , Fattività che, a mezzo del Palmerini ritornato al suo fianco, svolgeva nella città di Rimini arruolando nel corpo di Finanza individui tratti dalla classe dei liberali e dei faziosi, al solo scopo, soggiungeva, di avere un braccio onde tutelare il partito liberale nel remotissimo caso di qualche avvenimento . *) I sospetti dell' Antimi erano condivisi dal cardinale che segnalando il Baldelli al Tesoriere generale descriveva i finanzieri come persone equivoche e nemiche al Governo, le prime ad insegnare agli scioperati qual simmetria debba darsi ai Baffi e alle Barbe ! .
E che il Baldelli non ispirasse più alcuna fiducia, in linea politica, neppure negli ambienti governativi dove era tollerato in forza della protezione del vecchio cardinale Macchi, si rileva da una lettera di quel famigeratissimo Virginio Alpi, il malfattore del Risorgimento , come lo definì il Cornandoli. Costui, che dal 1833 al 1836 era stato in Forlì alle dipendenze del Baldelli come Segretario aggiunto d'Intendenza, mentre in realtà era anima e corpo al servizio del colonnello Freddi, dovette riparare a Roma e poi a Pesaro dopo il ferimento da lui subito ad opera di un Antonio Zattoni, calzolaio, detto Naso d'ottone .
l) Nell'ottobre del 1833 il Palmerini fu trasferito a Ravenna.