Rassegna storica del Risorgimento

RIMINI ; MOTI 1831
anno <1936>   pagina <1687>
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Cospiratori e reazionari in Rimini dopo la rivoluzione del '31 1687
Bentivoglio esponendo il rifiuto del colonnello a ricevere una femmina inerme che piena di rossore, non della viltà commessa per la negata udienza, ma del disprezzo in cui egli aveva mostrato di tenere i caratteri del cardinale, si vedeva costretta a ritornare il piego.
H Carlini intanto, fin dal 21 agosto, era stato sotto buona scorta tradotto nel forte di Ancona dove gli fu incoata regolare processura dalla quale emergeva, come riferisce quel Delegato apostolico monsignor Gaetano Fabrizi, J> che egli era incaricato di riferire ai faziosi della Romagna tutti i movimenti della truppa pontificia stanziata a Rimini, di scandagliarne lo spirito e di sovvertire la fede del soldato, restando fortemente indiziato di aver cominciato ad esaurire tale incarico. Procedendo gli atti, si sarebbe potuto raccogliere qualche cosa di più, ma sul più bello della procedura, ed evidentemente per intercessione di perso­nalità della Corte romana cui il Baldelli si era rivolto, il Carlini venne posto in libertà provvisoria per grazia sovrana. La sua liberazione venne però vincolata alla condizione di non poter tornare a Rimini, sotto pena di essere di nuovo carcerato, condizione che gli fu intimata con formale precetto.
Nei primi di settembre il Carlini si ridusse a Forlì dove il Baldelli lo impiegò nello stesso suo Ufficio 12)
All'arrivo del cardinale Albani si affretta a fargli pervenire una supplica e, come al solito, è la Rosa Carlini che si fa avanti e scrive sotto dettatura del Baldelli:
In mezzo alle molte e gravi core pel bene dei popoli (?), non vi offenda, o Eminentissimo Principe, l'ardire di una donna che se per effetto di vostra luminosa clemenza e bontà non sde­gnaste di provare ad essa e in Urbino e in Pesaro e qui in Porli quanto poteva sul Cuore della Em.za V. Rev.ma la disgrazia dei miseri, Voi sapreste essere abbastanza generoso col perdonare non solamente la libertà della scrivente, ma coronare anzi di un vostro favorevole Rescritto l'ac­clusa istanza di suo marito con ebe domanda il permesso di poter liberamente ripatriare in Rinùni, ora che sono cessate le cause per le quali il Governo aveva diversamente disposto.
Quella dolcissima ricordanza che potè egli essere dimesso dal forte di Ancona ove era rin­chiuso, mercè solamente la protezione della Em.za V. Rev.ma, quanto mai fa ella sperare dalla vostra grande bontà I
L'umilissima ricorrente e seco suo marito volevano pur portare ai piedi di Vostra Em.za Rev.ma tutto quanto avranno in eterno di riconoscenza per Voi, ma l'inaspettata Vostra partenza da questa Città tolse loro ogni mezzo di esecuzione.
Degnatevi però che nel frattempo la rispettosa scrivente vi baci il lembo della Sacra Por­pora e si soscrivi sommessamente. Di Voi, Eminentissimo Principe, Forlì, 27 gennaio 1832, Umilissima, Obbligatissima Rosa Carlini.3)
2) In Archivio Legatizio di Forlì, Atti segreti, busta 111, anno 1832, tit. IX Polizia.
2) Andò ad abitare in casa Baratti n. 48 nel Borgo Cotogni (ora Corso Vittorio Ema­nuele n. 4), accanto cioè alla storica Locanda del a Cappello dove il 17 marzo dell'anno prima era morto Napoleone Luigi Bonaparte. (V. Censimento 1831, appendice, della Parrocchia di S. Mercuriale). U vecchio fabbricato, mentre scrivo, è in demolizione e sull'area sta sorgendo
il palazzo dell'Istituto Naz. di Previdenza Sociale,
3) In Archivio Legatizio di Forlì, 1. e,