Rassegna storica del Risorgimento

RIMINI ; MOTI 1831
anno <1936>   pagina <1688>
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1688
Luigi Tosi
Ed ecco la supplica del Carlini:
Em.mo e Rev.mo Principe
Gaetano Carlini di Rimìni, allontanato dalla Patria pai: prudenti riflessi dei Governo, è la persona che umilmente implora dalla Vostra Clemenza il permesso di ripa triare ora che sono cessati gli ostacoli che ai frapponevano. Osserva il rispettoso oratore l'enorme danno che ha patito nel dover traslocare qui la famiglia propria e lo stato de' suoi affari che ha devoto abban­donare per cinque mesi, in conseguenza delle quali trovandosi estremamente dissestato, non gli rimane altra risorsa che la speranza di poter personalmente riparare in parte a tanti sofferti pregiudizi, speranza che egli sopra d'ogn'altra ha fondata sulla sua condotta in mezzo alle passate politiche convulsioni, per la quale sono smentite anche le imputazioni d'allora.
Si prostra rispettosamente al bacio della Sacra Porpora e col più profondo ossequio si pro­testa, di Voi, Em. Principe, Forlì 26 gennaio 1832, Um. Dev. ObL Servitore Gaetano Carlini.*)
L'istanza fu mandata per le informazioni d'uso al Pro-legato di Forlì eh e, a sua volta, la inoltrò al Governatore di Rimini perchè esprìmesse il suo parere.
H parere venne, di lì a non molto, ma in senso affatto contrario alle speranze dell'esule. Eccolo in tutta la sua perfidia:
N. 58 P. R. - Eccellenza, non ho potuto prima d'ora dare esecuzione al rispettato Rescritto della Ecc.za V.ra 4 corr. n. 241 attergato alla supplica di Gaetano Carlini Riminese, colla quale ' implora il permesso di rientrare in Patria, perchè ho dovuto procurarmi a mezzo del Contando Militare le necessarie notizie dalla Delegazione'Apostolica di Ancona, mentre non era stato par­tecipato a quest'Ufi", il Decreto emanato a carico del sullodato Carlini da quel Tribunale.
Dal dispaccio originale che rassegno rileverà l'Ecc.za V.ra che il Carlini non fu dimesso dal carcere come non colpevole delle imputazioni delle quali era gravato in materia politica, ma bensì per Grazia Sovrana, previa però intimazione di formale precetto di non potere più tornare a Rimini sotto pena di nuova carcerazione.
Si deduce quindi che se il Sovrano ha voluto per eccesso di clemenza far arrestare il corso agli atti che si costruivano a carico del Carlini,non lo ha però esentato da una qualche pena pc' suoi delitti, pena che ha limitata all'esilio dalla patria, forse perchè sia di remora a lui e agli altri suoi pari, mentre se ora si revocasse, e cosi presto, potrebbe essere un titolo per essi di rinno -vare con più ardire e baldanza i pravi loro disegni.
Concludo che il Carlini è uno dei capi della prima Rivoluzione e che anche dopo non ha cessato, come rilevasi dal ripetuto Dispaccio, dai malvaggi (sic) maneggi contro la legittima Sovranità.
Presso a ciò dipenderà dai voleri venera ti ssimi dell'Em.0 Sig. Card. Commissario Straor­dinario di accordargli o no il ritorno in Patria ove non ha quasi più beni e ne interessi. (/)
Retrocedo hi supplica e passo all'onore di rassegnarmi con profondo rispetto. Della Ecc.za V.ra, Rimini 15 febbraio 1832, Um. Dev. Obbl.0 Servitore Giuseppe Antimi Gov. Distrett.2)
Pi fronte a così esplicita recusazione non rimaneva al Pro-legato che resti­tuire la supplica col riscontro informativo, lasciando alla somma sapienza del
i) In copia nell'Archivio Lega tizio di Forlì, 1. e. 2) In copia nell'Archivio Logatizio di Forlì, 1. e.