Rassegna storica del Risorgimento

RIMINI ; MOTI 1831
anno <1936>   pagina <1690>
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1690 Luigi Tosi
persona screditatissima nella pubblica opinione per ricatti ed estorsioni d'ogni genere. Sergente venne nominato quel Nicola Carletti, facinoroso e cimentatore quanto altri mai, che per lunghi anni tormentò i liberali riminesi.l)
Insulti, scherni, clamorose vie di fatto salutarono l'apparire di quella infame accozzaglia. La sera del 3 febbraio 1834, il tenente Fabbri, mentre attraversava la piazza S. Antonio, ora Giulio Cesare, veniva proditoriamente assalito da uno sconosciuto che gli vibrò una stilettata nel basso ventre. La ferita, giudicata dapprima mortale, guari in una ventina di giorni; ma per la qualità dell'aggredito, per la convinzione, affatto gratuita, che il delitto fosse seguito per mandato poli­tico mentre trattavasi di vendetta privata, e perchè occorreva calmare l'eccita­zione dei Volontari che minacciavano di scendere dalle campagne a far strage dei liberali, si costruì dal Giudice Giorgio Gottardi, fanatico reazionario, un mostruoso processo intitolato appunto Rimini, per titolo di ferita con pericolo di vita per ispirito di parte .
Mentre veniva inquisito per questo nuovo titolo il dott. Costantino Bagli, detenuto da vari mesi perchè coinvolto in altro processo politico, si arrestarono alla cieca e dietro assurde delazioni, i liberali più in vista, fra cui Pietro Renzi, da poco dimesso dal carcere dove era stato rinchiuso per debiti; Pietro Pivi, Francesco Morolli, Giovanni Zavoli detto Pellincino , un Filippo Codovilli vettu­rale, ritenuto autore materiale del ferimento, gli AUocatelli Andrea ed Enrico, padre e figlio, di Sogli ano, Giuseppe Corsi, Gaetano Carlini e altri; quattordici famiglie gettate nella disperazione mentre i loro cari marcivano, a Forlì, nelle orride segrete delle carceri dei Romiti e poi in quelle della Rocca, soggetti a tutti gli arbìtri e a tutte le illegalità del giudice processante e del colonnello Freddi.
L'insalubrità del carcere, il cibo scarso e nauseante, la disperazione dell'iso­lamento aggravato dal sopraggiungere delle malattie (lo scorbuto specialmente) fiaccavano di giorno in giorno quegli infelici che invano invocavano, e l'ebbero solo più tardi, un po' d'aria e un trattamento meno disumano. Niuna meraviglia pertanto se di fronte a tanta sistematica crudeltà, non tutti seppero comportarsi da eroi; e taluno infatti cedette.
Il pittore Luigi Pedrizzi, appartenente ad una delle famiglie più liberali di Rimini, che aveva dato combattenti al fatto d'arme delle Celle, patriota egli stesso di fama illibata, fu particolarmente preso di mira dal giudice Gottardi e dal colonnello Freddi per alcune frasi imprudenti uscitegli in un momento di disperazione. Pervenuto nelle mani della giustizia e sottoposto a costituti il 23 e il 28 giugno, dichiarò sostanzialmente quanto era a sua cognizione rapporto al Fabbri e faceva conoscere stragiudizialmente al Gottardi che qualora avesse
i) L'elenco completo della Compagnia che coi due ufficiali comprendeva 141 nomini trovasi in Archivio Legatario di Forlì, busta 137, anno 1834, rubrica 6a, nomine d'ufficiali e comuni, a. 425( V. P-.