Rassegna storica del Risorgimento

FERRI CRISTOFORO ; GIORDANI PIETRO
anno <1936>   pagina <1714>
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1714
Appuntit notizie e varietà
Ferri e il Polidorì ri credevano Classicisti facendo e vantando l'esperimento di rendere in ende-casillabi le invenzioni paurose del bizzarro prosatore tedesco: nn cadavere ri leva su, ri inette a pregare, gli cascati in terra le braccia alzate; e un orologio nel cielo ha per enorme la inietta un'altra, scarna, tremola mano!
Del reato, il Ferri, j?hTera nn valentuomo, pensò a lungo nn romanzo storico, e, letti i Promessi Sposi, non volle poi farne nulla. Il Polidori, che ne scrisse la vita, racconta come egli", classicista per principi e per abitudine, ma per indole non alieno dalle ragionevoli innovazioni de* moderni, sembrasse spesso, nel discutere della solita questione, nn Classicista che volesse darsi l'aria di Homantico .
Ho in mente di pubblicare del Ferri lèttere e versi inediti patriottici e in gran parte sati­rici e lettere inedite (a Ini dirette) di Terenzio Mamiani, di Paolo Costa, Francesco Cassi, Giulio Perticar!, Salvatore Betti, Carlo Pepoli, F. I. Polidori, ecc., documenti tratti dalla Biblioteca Comunale di Fano e dagli archivi domestici dei conti Saladini Ferri, cónti Maxiotti, conti Arnioni, conti Borgogelli, ecc.
Cristoforo Ferri aveva mandato nel '28 una copia di un suo tenue libro di versi a Pietro Giordani che sin dal '21 esule a Firenze, vi godeva l'amicizia del Colletta, del Capponi e di tutti i migliori; or ecco tratta dall'Archivio Saladini che ora fa parte della Biblioteca di Fano, la bella risposta, assolutamente inedita del ricuro patriotta e celebre letterato Pietro Giordani;
Al Nobile e chiarissimo Signore Conte Cristoforo Ferri Fano
Firenze, 3 ottobre 1829. Signor Conte gentilissimo.
Ritornato io qua dopo due mssi d'assenza, ritrovo il cortese e riverito dono del suo libro; non ben sapendo per quanto tempo mi abbia aspettato. E perd anche prima di goderne (il che voglio fare tosto ch'io possa con quiete e agio) mi par debito di ringraziarne subito la sua bontà che ha voluto favorirmene: acciocché il ritardo non le desse cagione di sospettarmi villano e scono­scente. Ed augurandole ogni più lieto corso di fortuna e di onore me le rassegno
dev.mo obbLmo Servitore Pietro Giordani.
È vezzo comune considerare il letterato fanese conte Cristoforo Ferri volgare nemico della bellissima figlia di Vincenzo Monti, Costanza, maritata a Giulio Perticari, per ripulsa d'amore e metterne in mala luce la simpatica e fiera figura. Già il Giornale storico della letteratura italiana lo qualificò sii maggior persecutore di Costanza Monti-Perticari , sulla quale superiore a ogni altro è Io studio di Maria Romano.
Certo, non aveva torto Vincenzo Monti a lanciargli scrivendo alla figlia, la rugghiente strofe, dopo la morte si prematura di Giulio Perticari:
E d'altro tal die ferreo
D'alma e di nome esulta
Sol nelle tresche e sgherro
Di portamenti insulta,
Villan fanese e perfido,
Del tuo vedovo amore al lagrimar.
Ma io dimostrerò che se veramente mori: il lettorato pesarese Francesco Cassi traduttore della Farsagtia di Lucano, e proprio Cristoforo Ferri ha perpetrato il famoso libello misogino contro Costanza Monti-Perticari, egli non fu inspirato da obliqui moventi nel suo odio e disprezzo contro Costanza, ma bensì solo dal grande amore fraterno verso il suo amicissimo conte Giulio Perticari e fu nn degno cittadino odiato e vigilato dalla polizia del Governo cessato.
Che se il Leopardi sentenziava che i più degli scrittori eccellenti e massima di pochi illustri, ripugnando i tempi alle grandi azioni si volsero a scrivere cose grandi, Cristoforo Ferrijnel 1812