Rassegna storica del Risorgimento
DIPLOMAZIA ; ROMANIA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno
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1936
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pagina
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143
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I Consolati del Regno di Sardegna nei Principati Romeni, ecc. 143
le vecchie forme di sudditanza e i loro corollari non potevano più resistere.lì Nondimeno, gli interessi commerciali delle Potenze occidentali sul Mar Nero e sul Danubio, hanno insistentemente sostenuto questa tendenza alla libertà e alla libera determinazione dei Principati. E così vediamo come, in virtù dell'art. V del trattato di Adria-nopoli del 14 settembre 1829, il commercio dei Principati Romeni diviene libero;2) in virtù dell'art. VII dello stesso trattato, gli Stretti del Bosforo e dei Dardanelli si aprono alle navi mercantili degli Stati stranieri che sono in pace con la Porta. 3> Questa data segna il punto di partenza dello sviluppo del commercio romeno in grado straordinario. Mentre finora il grano dei Principati serviva soltanto al mantenimento di Costantinopoli, comperato al prezzo fissato dagli impiegati della Porta; d'or innanzi la concorrenza gli apre i mercati occidentali ad un prezzo sempre più alto e la sua qualità lo impone all'Occidente. L'uomo non ha più soltanto la cura di assicurarsi il pane, ma coltiva terreni fin allora selvaggi, e sempre più numerosi, sapendo che il lavoro gli sarà ricompensato come si deve. I Principati Romeni cambiarono il titolo di Kelèr o granaio della Sublime Porta in quello di granaio di una gran parte dell'Europa occidentale. La situazione non conveniva a Pietroburgo, ma la sua parola non aveva più tanto peso. 4) Affrontando la contro-concorrenza del sud della Russia, i Principati Romeni passano anche sopra i piccoli ostacoli che questa pone loro, e diventano una forza decisiva nel campo del commercio di cereali. 5)
1) la questo senso, limitandoci al commercio : N. SOOTZO, Àpercu sur les caiises de la gène et de la stagflation du commerce, et sur les besoins iriduslriels de la Moldavie, Jassy, 1838. Lo stesso, Notions stutisùques sur la Moldavia, Jassy, 1849; tradazione romena con aggiunte di TEODOB CODHESCU, Nocitil statistico asupra Moldova, Iai, 1852. GHICÀ L, Despre Importanza Econo-miei Politice. Lezione d'inaugurazione alTAcademia Mihileana del 23 novembre 1843, in Pro-pàsirea, 1844, p. 57. Lo stesso, Unirea VSmilor Sntre Moldova si Valahia, in PropSfirea, 1844, n. I. Lo stesso, Màsurile fi greutdfile romanesti fi moldovenefti in comparafie cu ale celorlalte neamuri, cu un articol asupra mijloacelor de Comunica fie, Bucuresfi, 1848. Lo stesso sotto il pseudonimo G. GHAINDI, Damiere occupall.ua des PrincipautSs danubiennes par la Russie, Paris, 1853. P[BINCE] AJxasxANSRia] M'[ouitouzi], Uabolition des monopoles et VamSliomtion de l'état du paysan en Moldavia, Galatz, 1860. Sguardi d'insieme: ZELETIN T., Burgluszia romana, Bucuresti, 1925. EtJOEN DEMETKESCU, Influenza fcoalei lìheraleln Romania tn veacul al XIX-4an, Bucuresti, 1935. G. ANTIPA, Die untore Donau als Produktions-Gebiet, in Die Donati,, "VÒeny.
1932, p. 6-15.
2) STORUZA-COWSGO, op. ciu, I, p. 321.
3) Ibidem, pi 3JB
4) Farro, op. cit., p. 849, 858, 859-860, 874,
">) Analelc Parlamentare ale Romànici, Bucuresti, 1890, I (1831), P, L, art. I,p. 58; art. 2, p. 68; Cfr. Forra, op. cit., p. 860, 892,895. Inoltre [ANONIMO], Lo Russia e la Turchia. Cenni sto-rico-slatistici-geograjici con una carta geografica del teatro dalla guerra attualo, Roma, 1854, p. 97.