Rassegna storica del Risorgimento

DIPLOMAZIA ; ROMANIA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1936>   pagina <165>
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J Consolali del Regno di Sardegna nei Principati Romeni, ecc. 165
D'allora è passato quasi un secolo. Dai mucchi di carta scritta che ci conservano il loro ricordo sì rifanno: la lista degli Italiani dei Principati Romeni nella prima metà del XIX secolo; la Storia delle relazioni commerciali romeno-sarde tra il 1829 e il 1859; e si arricchisce di nuovi dati la storia politica dei Principati nello stesso intervallo di tempo.
A quale Italiano non batte il cuore con orgoglio quando trova che i fatti memorandi di un Carlo Alberto, per esempio, chiamavano a raccolta i Piemontesi e i Napoletani di Galati e di Bratta e che, con tutte le proteste delle autorità consolari austriache, davano occasione ad innumerevoli feste popolari, con tricolori spiegati al vento, con musiche che intonavano canti patriottici, con discorsi infiammati, con inni dovuti a trovatori senza gloria, riscuotendo ugualmente gli applausi degli ardenti peninsulari e dei Romeni, tormentati dalle stesse sofferenze ed agitati dagli stessi sentimenti?
Chi, tra gli Italiani, non seguirà con passione i giorni, gli anni, i decenni di esilio, tra i figli della latinità orientale, dei sognatori che seguirono Pepe e Garibaldi, che ora hanno preso la via dell'esilio, delle illusioni infrante, delle strettezze crescenti e noiose che avvicinano la tomba in plaghe lontane?
Quanto a noi Romeni le pagine ingiallite di questi rapporti con­solari ci ritraggono con precisione, ma non sempre con comprensione. Le città nelle quali si incrociavano gli interessi di tanti popoli e in seno alle quali vivevano questi ambasciatori della nuova Italia, non ritraevano né l'anima vera dei Romeni né il colore locale rispettivo. Questi porti, di atmosfera cosmopolita non ponevano gli stranieri in diretto legame col suolo romeno e con gli uomini che lo lavoravano, ma soltanto coi prodotti del primo e con la fatica dei secondi. Le ric­chezze che si scorgevano tra Bratta e Galati li meravigliavano.
Ce lo mostrano i rapporti consolari. Fino alla loro pubblicazione, basta che io dica due cose.
Primo: Quando Truqui passava per Bucuresti, nel 1826, appena alcune navi commerciali sarde toccavano di passaggio Ismail e qual­cuna più ardita si spingeva fino a Galati;2) nel 1838, Geymet mostra, insieme alla coordinazione delle forze concorrenti, che erano venute
U Si pubblicheranno precedati da uno stadio sulle relazioni commerciali romeno-sarde tra il 1829 e il 1859, ine Diplomatarium Italicum IV (1936). Quelli politici o di altra natura,
altrove;
2) ABCHTVIO- TÒIOKO, Consolati Nazionali-' Constàntinàpoli 1826, voi. 1:19 dicembre 1826,
Truqui a Della Torre.