Rassegna storica del Risorgimento
VERIT? GIOVANNI
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1936
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pagina
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168
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168
Plettro Zuma
e ad altre simili prove di... stima del suo Generale, sorrideva di commozione, ma sorrideva. J)
Lungi dal riconoscere in don Verità un qualsiasi proposito o manifestazione ereticale, noi dubitiamo anche che egli possa rappresentare un momento particolarmente significativo nella storia dei rapporti fra lo Stato e la Chiesa, intesi come problema religioso del Risorgimento, pur ammettendo che egli espresse praticamente, per se medesimo, nel proprio sentire, e quindi nella propria condotta, la semplice, naturale e tranquilla soluzione di quei rapporti.
Sotto questo riguardo non possiamo completamente accettare il don Giovanni Verità di Alfredo Orìani.
Lo scrittore faentino, a cui tutti vogliamo bene e a cui tutti rendiamo omaggio per il geniale intuito e per le sorprendenti divinazioni, costretto a starsene immobile nel suo Cardello per la caduta occorsagli proprio mentre si recava ai funerali di don Verità, delineò, costruì e diede vita a quella creatura affascinante che tutti conoscono nel primo capitolo del Fino a Dogali, **
Ma per amore del vero, bisogna superare questo fascino.
L'Orlani che, anche in questa fatica, è un pittorefilosofo-oratore, quasi dimentico di aver scritto giustamente che don Giovanni invece di pensare sentiva , si lascia entusiasmare dal suo eroe, Io interroga, lo assale, e giostrando fra aforismi e paradossi e nei prediletti giochi dialettici, fantastica sulla genesi del pensiero del buon prete inodi-glianese, quasi avesse di fronte Vincenzo Gioberti od Antonio Rosmini.
In una biografia incompiuta ed inedita, scritta da chi conosceva di persona ed intimamente don Giovanni, ho letto che le pagine dell' Oriani sono considerate divagazioni di un malato che cerca nell'attività del pensiero l'oblio dei dolori fisici .3*
Noi non giungeremo a questo giudizio che appare un poco astioso, ma sentiamo che per avvicinarci a don Verità è necessario dimenticare in qualche parte, la costruzione dell'Oriani, come per rivedere nella sua naturalezza la scena del guado del torrente, nella notte del 2021 agosto 1849, bisogna dimenticare un poco quello scenario e quel frasario alquanto teatrale, nel quale agiscono e parlano, secondo l'Oriani, i personaggi.
1) Ricordiamo l'episodio di Ri mini (1859), allorquando Garibaldi, sperando di marciare allora con le truppe messe ai suoi ordini, su Roma, ebbe u dire al cappellano militare don Verità, ebe a Roma egli sarebbe stato elotto... papa.
2) OTTONE DI BANZOLE (Alfredo Oriani), Fina a Dogali; Milano, Galli, 1889; p. 1 e seguenti.
3) Ms. di Numa Campi, conservato dai figli; da me citato in Camicia Rossa, fascicolo dell'agosto 1935.