Rassegna storica del Risorgimento
VERIT? GIOVANNI
anno
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1936
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pagina
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170
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170
Piero Zama
Sono portati in salvo, fra gli altri, alcuni della banda dei fratelli Muratori dopo il noto scontro di Castel del Rio. Don Zvan, adrové judèzi ! gli aveva detto la buona madre vedendolo finalmente ritornare dopo giorni di angosciosa attesa. E don Giovanni adoperava giudizio congiurando col Farmi, mettendosi a disposizione del Ribotti, e tenendolo nascosto in casa fino a salvarlo, e tenendo nascosti e salvando a decine i patrioti di Faenza, di Ravenna, delle Legazioni, di Bologna, di Toscana, non ostante... altri otto giorni di esercizi spirituali e una nuova ammonizione.
Poi ecco il glorioso scontro delle Balze, e l'opera di don Giovanni che conduce in salvo i valorosi.
Finalmente la polizia, che segue invano questo abilissimo stratega dei fuggiaschi, lo coglie, e lo arresta sotto l'accusa di aver preso parte e di avere promosso un tumulto popolare. Don Giovanni è chiuso nelle carceri di Firenze: il fratello Lorenzo si rifugia a Ravenna: il vecchio dott. Francesco (ha 77 anni ed ancora una volta è andato incontro ai gendarmi per risparmiare vendette al popolo urlante) per tale opera di pacificazione e per la tarda età, è risparmiato. Dopo due mesi di carcere, don Giovanni è assolto.
E siamo già nella delirante passione per Pio IX. Don Giovanni, il 19 settembre 1847, partecipa allo scambio delle bandiere fra milizie granducali e milizie pontificie; e nel suo cuore è senza dubbio il grido che è scritto su quelle bandiere: viva l'Italia e l'Unione . In quella visione muore Francesco Verità il 1 febbraio 1848, lasciando ad un figlio fedele e ben degno l'eredità del suo pensiero e della sua azione.
A proposito degli entusiasmi per Pio IX, molte lettere di questi mesi, e fra esse le lettere dei Laderchi intimissimi di don Verità, ci dicono nettamente come la pensassero codesti patrioti romagnoli. Credevano: e, più ancora, speravano.
Certo è che dopo l'esperienza del 1848 don Giovanni è fra coloro che sono fermi nel pensiero che il papato non può fare l'Italia. E poiché al neoguelfismo egli era giunto, per un momento, non già partendo dal campo cattolico, ma dalle fila mazziniane, così, nel 1849 e dopo, doveva rimanere fedelmente avvinto nella ideologia e nella
azione garibaldina.
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Se vogliamo domandare a quale partito appartenne don Verità, possiamo rispondere che fu successivamente mazziniano e garibaldino,
1) V. mioartìeoTo in Camicia Rossa (fase marzo 1932): DonGiovanni Verità in carcere nel 1846.
2) V. mio articolo in Camicia Rossa (fase, agosto 1931): Feste e bandiere nel 1847.