Rassegna storica del Risorgimento
VERIT? GIOVANNI
anno
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1936
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pagina
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173
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Pensiero ed azione in don Giovanni Verità 173
muoveva accuse di ordine morale come ho inteso da altri; ma lo rimproverava di essere sempre stato troppo amico dei facinorosi, e di essersi lasciato abbindolare fino all'ultimo momento dai repubblicani e dai massoni, mostrando scarsa coerenza politica. !*
Questa opinione del clero è spiegabilissima, e nessun'altra sentenza sarebbe stata pronunziata contro don Verità, se lo spirito di parte non avesse prevalso, e se alla fine non si fosse fatto di don Verità, in limine mortis, un assertore di formule che esulavano, come dicemmo sin da principio, dalla sua cultura e dal suo temperamento. Alludo al così detto testamento poUtiecreligioso del prete ribelle che a migliaia di copie fu diffuso nel giorno del funerale, e ristampato e diffuso dovunque.
È provato e confermato che sulla vecchiaia di don Giovanni Verità vegliava, o piuttosto vigilava, la Loggia Massonica Torricelli di Faenza.
Quando don Giovanni settantottenne infermò senza speranza di guarigione, il Venerabile di quella loggia trasportò le sue tende a Modigliana, e condivise coi membri del Comitato Repubblicano Romagnolo le ansie dell'ora, e le premure verso l'infermo.
La casetta di lui diventò anzi un vero posto di guardia, a cui i veglianti si sentirono chiamati indubbiamente da profondi sentimenti di amicizia e da sentimenti di dovere, comunque lo si voglia intendere.
Un testimone oculare un uomo di casa ha dichiarato poi che nella cameretta attigua a quella dell'ammalato venne discusso e compilato lo scritto che poi don Giovanni firmò e lesse.
Non ostante la presenza diurna e notturna degli amici , il Vescovo,di Modigliana visitò, il giorno 11 novembre, il povero vecchio stremato di forze. H Vescovo rimase molto soddisfatto per quella visita, e don Giovanni ne fu commosso, e due giorni dopo si confessò.
Il suo confessore don Poggi non si preoccupò di chiedere al penitente ritrattazioni per eventuali disubbidienze alle prescrizioni ecclesiastiche; si limitò ad affermare che non aveva trovato in don Giovanni motivi per una ritrattazione*
Quindi il priore del Duomo, don Traversari-Violani, portò all'infermo il Viatico, seguito da un pio corteo di popolo pregante e piangente.
Codesto sacerdote è don Tommaso Campadelli, morto a Faenza il 1 novembre 1912. Era nato il 19 dicembre 1826.