Rassegna storica del Risorgimento
VERIT? GIOVANNI
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1936
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Piero Zuma
fervore dell'azione conciliò queste due fedi che, secondo il suo buon senso, non si escludevano a vicenda.
Don Giovanni è sotto questo riguardo più simpatico di padre Gavazzi che si fa banditore della Chiesa evangelica, e più coerente di padre Curci che ogni anno scrive un libro contro la politica del papato per farne poi solenne ammenda davanti all'orbe cattolico; ed è molto più dignitoso dei non pochi preti e frati che dopo il 1859, non attratti certamente da speculazioni filosofiche, si vestirono da secolari, ed andarono a fare i capostazione.
C'è un ecclesiastico che si avvicina a lui, pur essendo per ingegno, per temperamento e per drammaticità, diverso, e cioè padre Ugo Bassi.
Concludendo, a don Giovanni possiamo lungi da preoccupazioni sulla sua ortodossia o sulla sua ribellione mandare il saluto che a lui giunse, nel luglio 1885 (quattro mesi prima che morisse), dalla nave che recava i superstiti dei Mille in Sicilia. Lo trascrivo da una lettera di Giuseppe Cesare Abba:
Tornando da Palermo la grande, navigando sul vapore il Campidoglio, a don Verità, nel 1849 protettore modesto ma conscio di Garibaldi dittatore futuro, cuore e volontà d'Italia, molti dei Mille mandano un saluto reverente, pensando che l'Italia forse non sarebbe dove il gran Duce della ritirata di Roma non avesse trovato un tal salvatore .
PIERO ZAMA.