Rassegna storica del Risorgimento

SAVOIA (DI) MARIA ADELAIDE DUCHESSA DI BORGOGNA
anno <1936>   pagina <180>
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Carlo Morandi
la Principessa sua moglie, il Conte di Tolosa e la Duchessa di Vernevil vedova d'un legitiniato d'Enrico quarto. Erano tutte queste persone al numero di vintiduc mancando, de* Principi del sangue, il Conti che non era ancor arrivato e la Principessa sua moglie fresca di parto, e degli altri il Duca di Vandomo, et il Gran Priore di Francia suo fratello, pure lontani.
Il Re sedeva in mezzo al Delfino et al Duca di Borgogna, che solo di tutti era in abito di mantello finissimamente ricamato; il Delfino aveva al suo fianco la Duchessa di Borgogna, a cui seguiva il Duca di Barry, Madama, la Duchessa di Cbartxes, e la Gran Duchessa. Appresso il Duca di Borgogna sedeva quel d'Angiò, e successivamente Monsieur, il Duca di Chartre6, Madamigella, il Principe di Condé, suo figlio, e cosi, da una parte e dall'altra, il resto dei Prin­cipi secondo i gradi della loro nascita. La sera si doveva giocar al K portico />: il Re istcsso aveva destinato di giocarsi una borsa di 1500 luigi, ma il Re e la Regina d'Inghilterra, che si aspetta­vano vennero un poco tardi, onde doppo il loro arrivo si passò quasi subito a veder il foco d'arti­fizio che durò un'ora, malamente goduto per la pioggia e per il vento, benché benissimo disposto per un miglior tempo sulla riva circolare di un lago, o stagno, che guarda una delle facciate del palazzo reale. Si cenò coll'ordine del pranzo, che rimase il medesimo doppo i luoghi che presero il re e la regina d'Inghilterra.
Venuta l'ora di coricarsi, la Duchessa di Borgogna fu condotta nella sua camera, da dove i Principi uscirono mentre si spogliava. La Regina d'Inghilterra pregata dal Re, le fece l'onor didarlelacamiscia, come il Brittannico la diede al Duca di Borgogna, che si spogliò in una retro­camera, e che venne in letto quando intese che la Duchessa era coricata. Il Re che era in un'al­tra stanza coll'ambasciadore di Savoia, presolo favorevolmente per la mano, lo fece venir al letto, dicendoli: bisogna che voi vediate inostri sposi insieme. Le cortine furono chiuse, ma ria­perte quasi nel medesimo istante, et il Re si ritirò trattenendo l'ambasciadore della sua gioia, e del desiderio cordiale che aveva sempre avuto di quel giorno e di quel momento. Le cortine furono tenute aperte dai lati, e chiuse da piedi. H Delfino, che rimase nella camera doppo il Re, disse alla. Duchessa di Lude presente col Duca Beauvilliers, che bisognava farli abbracciare. La Duchessa rispose che non aveva dal Re un ordine, né una permissione si fatta. D Debuto repli­cando che si caricava del gradimento del Re, disse egli medesimo ai sposi, che si dassero un abbracciamento, ciò che fecero, come un atto di obedienza più tosto che della loro union coniu­gale. L'abbracciamento fu modestissimo e di un istante; tutta questa sterile cerimonia di star insieme non durò più. che un quarto d'ora, giudicatasi indiscrezione il lasciarceli più lungamente già che la formalità e l'apparenza non ne poteva divenir più efficace. Il Duca di Savoia aveva veramente desiderato che i sposi si lasciassero quella notte nella loro intiera libertà, ma qui si è allegato l'inconveniente dell'età tenera e della complession delicata dell'uno e dell'altra, et il pericolo che se la Duchessa venisse a concepire, caso possibile benché raro, non fosse in stato da soffrire il parto. I eposi viveranno, per questa causa, separati e sotto Custodia due anni ancora.
Il Re non si stanca mai di mostrar della tenerezza per la Duchessa di Borgogna, a cui ha fatto presente, acciò che restino sue proprie, di alcune gioie della Corona, dichiarando però, che le rimetterà, per esser inalienabili, con altre d'eguol valore. Si vanno prendendo, per quin­dici giorni, i divertimenti e i piaceri dì questa sorte di feste. D più splendido spettacolo è stato quello del gran ballo che si fece la sera di ieri l'altro, e che si farà anco domani sera nell'ampia galleria di Versaglia con l'intervento del Re e della Regina d'Inghilterra, alla riserva dei quali, del Re, del Delfino, di Monsieur, e di Madama, tutti i Principi e Principesse, e gran numero di cavalieri e di dame, danzarono. Non si può veder ima diversità più meravigliosa in un cumulo prodigioso di ricchezze, massime all'uscir di una guerra che ha consumato abissi di tesori tanto al Re, quanto a tutta la nazione, e massime ai grandi. Tutto ciò risplende mentre si danza in una Gallerìa, ove sì: Contano due inilla e duecento lumi, che non fanno ancor la metà di quei che sono, l'iatesso tempo, nell'altre stanze.
Io sono ai piedi di V. A. Serenissima, ecc.... .