Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; ESERCITO
anno <1936>   pagina <189>
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Corpi franchi del Quarantotto 189
dei corpi regolari ? Come espellere gli elementi riottosi e non desiderati, come accertare la fede politica di elementi così disparati, avventurosi ed instabili ? Queste difficoltà apparivano insormontabili al debole Governo pontificio in Bolo* gna, che, dopo V 8 agosto, viveva alla giornata e nulFaltro poteva fare se non parare alla meglio i colpi di insurrezione fidando sulla lealtà della Guardia Civica e sulla relativa obbedienza e disciplina dei battaglioni Basso Reno e Pio IX non intinti di pece repubblicana e abbastanza ligi al Governo papale. Ma, appena istituito il Commissariato Supremo, l'Amat e il Farmi ben conobbero cbe non si poteva più oltre indugiare perchè ormai gli elementi torbidi e delittuosi ave­vano preso il sopravvento, e bisognava ad ogni costo salvare il governo, la città e la vita dei sudditi, e nella deliberazione di una immediata soluzione del problema trovarono consenziente o seppero guadagnarsi il colonnello Domenico Belluzzi comandante di tutte le forze volontarie e irregolari, il quale, non senza scaltrezza e chiaro intuito del momento, propose la istituzione di una Legione scelta orga­nizzata sul tipo della Guardia Reale del Regno d'Italia, per incorporarvi quegli elementi dei corpi franchi che bramassero di continuare a prestar servizio sotto le bandiere pontificie, poiché, a parer suo, si doveva elevare il tono di tali milizie, assicurarsi il concorso dei migliori alla causa nazionale e premiare quelli che già avessero combattuto volonterosamente e si fossero comportati con onore.1) A questo partito inclinarono anche l'Amat e il Farini, piuttosto che attuare le disposizioni dei Gaggiotti e procurare l'arruolamento dei volontari nei corpi di linea. A facilitare l'esecuzione del progetto Belluzzi intervenne la gradita par­tenza da Bologna, il 7 settembre, dell'intero battaglione dell'ito Reno e della maggior parte dell'Universitario Romano, i quali essendo ormai prossima la scadenza dei tre mesi di astensione dalla guerra, pattuita nelle capitolazioni di Vicenza e Treviso, accettarono l'arruolamento per la Repubblica Veneta, la qual cosa, se liberò Bologna dai due corpi meno disciplinati, li salvò dall'immi­nente scioglimento, diede loro modo di assecondare le proprie tendenze politiche e sottrasse a inchieste incresciose e a giudizi ostili taluni dei loro militi più com­promessi negli ultimi disordini accaduti in Bologna. Il battaglione dell'ito Reno lasciò in questa città pochi malati e addetti al deposito, nonché lo squadroncino dei Cavalieri Masino. Il battaglione Universitario Romano si sfasciò per gravis- J simi dissensi scoppiati fra i suoi componenti alla vigilia della partenza; la parte più numerosa, di oltre 400 nomini col comandante maggiore Ceccarini, parti per Venezia, il residuo di circa 130 col capitano Rubicondo Barbetti rimase a Bologna,3)
i) H progetto del Belluzzi, che ha la data del 9 settembre, e riportato in L. C. FARTOT, Epistolario. À cura di Luigi Rava, II, 541.
2) REGIO ARCHIVIO SI STATO ni BOLOGNA, Atti del Commissariato Supremo, 1848, Proto* eolio Riservato, n. 12 del 7 settembre e carte annesse.
Il 9 settembre fu presentato ai cardinale Amar, un Rapporto di fatti e ragioni dalli dissidenti del Battaglione Universitario Romano firmato dal capitano Rubicondo Barbetti