Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; ESERCITO
anno <1936>   pagina <193>
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Corpi franchi del Quarantotto 193
del cardinale Amat le diede il colpo finale. Lo stesso colonnello Gallieno il 21 settembre la dichiarò sciolta col seguente
Ordine del giorno
Rimini, 21 settembre 1848.
Allorché il Ministero delle Armi intendendo di rimeritare la 3* Legione delle nobili fatiche sostenute nella campagna Vèneta, la dichiarava aciolta per organizzarla immediatamente in corpo regolare, io mi decideva ad assumerne il difficile incarico nella mira di conservare una onorata carriera ai mìei compagni d'arme, e nella dolce lusinga di portare con ciò un vero bene a vantaggio della Patria. Il fatto non risponde né al valore del Governo, né alle mie brame, e l'accorrere che fanno molti per avere i regolari congedi mi pone nella dolorosa certezza di non poter raggiungere lo scopo che mi era prefisso. Nel dubbio pertanto di non poter adempiere esat­tamente la prescrizione ministeriale di formare il nucleo del nuovo corpo colla stessa Legione onde intraprendere la marcia per Foligno, destinata piazza di deposito, mi trovo nella dura neces­sità, rinunciando a tutte le facoltà accordatemi per la formazione del nuovo corpo, d'invitar juelli rimasti fermi nei ranghi a presentarsi a onesto comando per ricevere il regolare loro congedo.
Il Colonnello Comandante Gallieno.
E il giorno appresso notificava al Ministro delle Armi la sua rinuncia al comando della 3a Legione Romana e lo scioglimento di essa, nonostante la resi stenza di alcuni militi. l) Di qui provennero le ire del Duca di Rignano ministro delle Armi contro l'Amat e il Farmi, accusati di intralciare l'opera del Ministero e di seminare la discordia nell'armata con la creazione di un corpo privilegiato nelle Legazioni, e il dissenso non risultava soltanto un conflitto d'autorità, ma era assai più profondo, e cioè tra l'indirizzo generale di governo del Ministero -Rossi e le particolari vedute dell'Amat e del Farmi, nella cui mente la creazione del reggimento dell'Unioni doveva provvedere all'epurazione dei volontari, al libero corso della giustizia punitiva contro i facinorosi e i delinquenti impu­niti, alla costituzione di un corpo di milizia bene ordinata e comandata tale da prevenire ogni protesta dell'Austria e da guarnire opportunamente i confini. H Governo romano non pareva persuaso che le Legazioni abbisognassero di questi provvedimenti e già pensava di abolire il Commissariato Supremo, appena isti­tuito, e di far cessare ogni regime di eccezione.
La polemica che si accese fra il Ministro delle Armi e il cardinale Amat intorno al citato Reggimento fu aspra e lunga ed è documento prezioso che attesta la incomprensione di Roma di fronte alle difficoltà di reggere e calmare le Legazioni e la sua preoccupazione di sistemare le forze militari su piede di pace, come se le
1) RECTO ARCHIVIO ni STATO DI ROMA, Volontari, campagne di guerra 1848-49. Busta 56. fase. 13 (Posizione Reggimento Unione) n. 17636 del 25 settembre 1848 del Ministero delle Armi e carte annesse.
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