Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; ESERCITO
anno <1936>   pagina <199>
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Corpi franchi del Quarantotto 199
H reggimento abbisognava di tutto, a cominciare dal vestiario e dalle armi; quando i volontari partirono da Bologna per Ferrara, a costituirvi il primo depo­sito dell* Unione, dovevano offrire un ben tristo spettacolo, se nel giornale V Unità apparve questa nota; La maggior parte dei Corpi Volontari hanno già abbando­nata Bologna. Si è notato che quei poveri soldati erano molto male in arnese, privi delle cose più necessarie ai bisogni della vita. Notiamo questi disordini perchè in sul principio che si raccolsero le truppe considerando da quali elementi fossero governate, si previde che avremmo dovuto esclamare: Capi ricchi, sol" dati squallidi, abitatori spogliati. La misera profezia si avverò, e le cause sono innanzi agli occhi di tutti Speriamo che la lezione valga per l'avvenire . IJ
Eppure, fosse la novità, fossero i modesti vantaggi o l'idea di servire in un corpo scelto e al servizio del proprio stato, l'arruolamento nell' Unione attrasse non solo la maggior parte d'ù militi e la quasi totalità degli ufficiali dei corpi fran­chi, ma anche ufficiali e comuni della Legione Bolognese del colonnello Bignami di stanza a Venezia; l'Amat si adoperò presso il Ministero perchè fosse concesso loro di entrare nel nuovo reggimento conservando i propri gradi, ma la risposta del Ministro delle Armi fu negativa quanto all'iscriversi nell'Unione, restando sempre aperto l'arruolamento ai corpi regolari di linea. 2)
Al comando del reggimento il Ministro delle Armi Principe Massimo propose al cardinale Amat di preporre il ten. colonnello Angelo Pichi già appartenente alla disciolta Legione Gallieno, lasciando al medesimo cardinale la scelta dei comandanti dei due battaglioni, che furono, con approvazione del Ministro, il maggiore Antonio Ferrara del 1 e il ten. colonnello Tommaso Rossi del 2, avuto riguardo all'arruolamento da essi procurato di un gran numero dei militi, rispettivamente, dei disciolti battaglioni Campano e Basso Reno. s) Per quanto godesse poche simpatie e fosse molto discusso dagli stessi militari, l'Amat consi­gliava al Ministro di non escludere dai quadri dell' Unione il Gariboldi, già coman­dante del battaglione volontari Alta Romagna, che aveva fatto arruolare nell' Unione quasi tutti i soldati a lui sottoposti e che aveva avanzato pretese per il comando dell'intero reggimento; proponeva di conferirgli il grado di ten. colonnello, ma il Ministro delle Armi lo escludeva da tale carica, promettendo di ricordarsene nel riordinamento dell'esercito. 4)
H colonnello Pichi il 20 ottobre giungeva in Bologna ed assumeva tosto le funzioni di comandante dell'Unione. Ma frattanto i distaccamenti del reggimento
1) Unità, n. 70 del 2 ottobre 1848.
2) REGIO AHCHTVIO ni STATO DI BOLOGNA, Protocollo Riservato dì Legazione, n. 795 del 6,10,11 ottobre; 916 del 22 ottobre 1848.
3) REGIO ARCHIVIO DI STATO DI BOLOGNA, Protocollo del Commisssariato, n. 772 del 9 otto­bre 1848 e carte annesse.
1} Idem, Protocollo Riservato di Legazione numeri 916 e 919 del 24 e 25 ottobre 1848, annessi al n. 772 citato.