Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; ESERCITO
anno <1936>   pagina <200>
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Giovarmi Natali
stanziati a Ferrara erano oggetto di gravi preoccupazioni; la sera dell'8 i militi in numero notevole si erano recati solla spianata della fortezza ed avevano insultato e provocato la guarnigione austriaca, perchè due giorni avanti in città vi era stato un tafferuglio fra alcuni soldati austriaci e alcuni militi del­l'Untone, che avevano messo in fuga gli avversari Quel ProLegato Lovatelli ne informò subito il Commissario cardinale Amat, che edotto anche dal Vice-Intendente Battaglia come il reggimento fosse malvisto dalla popolazione che rifiutava gli alloggi agli ufficiali e ostacolava i rifornimenti, e temendo che il generale Susan comandante del presidio austriaco si risentisse delle insolenze fatte ai suoi soldati e richiedesse dei pretesi disertori arruolati nell'Unione, decise di ritirare il deposito da Ferrara e di cercare altra sede ove raccogliere l'intero reggimento. l) Si pensò dapprima a Ravenna e a Forlì, ma poi si stabili di con­centrare i due battaglioni a Forte Urbano, per ivi equipaggiarli e istruirli, lon­tano dalle truppe estere, perchè non nascessero questioni per differenza di paghe, e fuori di ogni possibile collisione con gli Austriaci. 2)
Si deliberò anche, per desiderio espresso dal Lovatelli che un battaglione fosse formato dai contingenti già inscritti al Basso Reno e al Civico mobile fer­rarese, e un altro di quelli già appartenenti al Campano e all'Alta Romagna,3) Non è a dire quanto l'Amat si crucciasse che il governo continuasse a mostrare la sua ostilità verso il reggimento non provvedendo regolarmente alle paghe, al vestiario, alle armi. Lasciata la carica di Commissario il 1 novembre e rias­sunta quella di Legato di Bologna, il giorno 6 scriveva al Ministro delle Armi : Non posso rimanere indifferente alla manifesta contraddizione fra l'odierno abbandono e la espressa approvazione di detto corpo prestata dal Consiglio dei Ministri con dispaccio del 1 ottobre scorso... Gli inscritti nell'accennato corpo giacevano sulla paglia ed erano ignudi, quindi si è dovuto provvedere a qualche parte di casermaggio ed alla fornitura del vestiario . *)
Altro problema non lieve era quello degli ufficiali; i richiedenti superavano di molto i posti stabiliti in organico.
Si trattava di 152 domande da vagliare per procedere alle nomine provvi­sorie ed alle esclusioni; il lavoro fu ultimato alla fine di ottobre e gli elementi esclusi dal nuovo reggimento diedero motivo al Padre Alessandro Gavazzi, noto agitatore di quei giorni, per lanciare l'idea di un Battaglione della Morte e di una Legione Bolognese che avrebbe dovuto esser condotta da Giuseppe Garibaldi.s)
1) Idem, Protocollo del Commissariato, numeri 858, 979, 1071, 1146, del 13, 16, 21 e 24 ottobre 1848.
2) Idem, idem, n. 1297 del 30 ottobre 1848. Unità, n. 95 del 30 ottobre.
3) Idem, idem, n. 1010 del 19 ottobre 1848.
4) Idem, Protocollo Riservato di Legazione, n. 943 del 6 novembre 1848.
5) Vedi: G. NATÀU, Il Padre Alessandro Gavazzi e Ventrata di Garibaldi nello Stato Ponti* fido in Cronache bolognesi del Quarantotto, II, pag. 125 e seguenti.