Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; ESERCITO
anno <1936>   pagina <201>
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Corpi franchi del Quarantotto 201
Ma, quando meno la cosa era attesa e si stavano prendendo disposizioni per riunire tutto il reggimento in Forte Urbano, il 6 novembre giungeva al gene­rale Latour comandante della 3a Divisione Militare, l'ordine del nuovo Ministro delle Anni generale Carlo Zucchi che il 1 battaglione dell' Unione partisse imme­diatamente per Roma, ponendosi in marcia il giorno 10. H provvedimento, preso il giorno 3, rispondeva certo al proposito del generale Zucchi di distrarre dalle Legazioni un corpo ancora poco disciplinato e non assimilato alla truppa regolare; esso tuttavia cagionò malcontento e sorpresa, tantoché il cardinale Amat non esitò a far sospendere l'ordine di partenza e a protestare presso il Ministro delle Armi col dispaccio seguente.1)
N. 946
6 novembre 1848 (ore 7 pom.) A S. E. il Signor
(minuta) Ministro della Guerra - Roma.
Colla posta d'oggi ho dovuto nuovamente intrattenere V. E. della necessità di fornire il Reggimento dell'Unione di quanto gli abbisogna per vestiario e soldo. Questa mia rappresen­tanza si riferisce alle precedenti sollecitudini contenute nei rapporti 18, 24 e 31 ottobre, nei quali tutti, o direttamente si trattasse della Ufficialità supcriore o dei bisogni del corpo per vestiario e casermaggio non lasciai di rimarcare l'importanza di averlo completamente corredato. Può quindi pensare se dopo la partenza del corriere, quando cioè dal Signor Gen. Latour mi è stato comunicato in copia il dispaccio di V. E. del 3 corrente n. 89 col quale farebbe partire a codesta volta ili0 Battaglione del suddetto Reggimento, io abbia dovuto sorprenderai i non credendo quasi a me stesso che siasi ordinata la marcia ad un corpo che non è fornito di ufficialità, di vestiario e in parte di armamento. Oltre diche, mentre ho dovuto più volte in poche settimane rimostrare al Governo che una retrocessione di truppe nell'interno dello stato può concitare gli animi pro­nunziati alla guerra (intorno a che il Sig. Ministro dell'Interno ebbe ieri ancora la prova nel som­movimento popolare e nella supplica che a nome del popolo a me recata da una deputazione che precedeva una turba da mettere in seria apprensione gli trasmetteva, per arruolare una Legione che prendesse il nome dei Bolognesi e marciasse alla guerra della indipendenza) non occorrono molte parole a presagire che diverrebbe sicura occasione di perturbamento il solo annunzio che una qualunque truppa, e più poi parte degli avanzi dei Corpi Franchi, è allontanata dal tea­tro della guerra. Egli è per questo e per gli altri accennati motivi che ho significato al Sig. Gene­rale Latour non essermi dato acconsentire alla ordinata marcia nello stato in che trovasi il Battaglione suddetto, i cui militi non sono forniti di calzoni e di cappotti e molti dell'armamento. In effetto lo stesso Sig. Generale mi faceva distinta del Bisognevole, domandandomi facoltà di provvederlo, al che mi sono dovuto rifiutare, avvegnaché avessi conoscenza dei ripetuti refe* rimenti sopra accennati e non convenisse che mi avventurassi ai rifiuti dell'Amministratore Camerale che fu già diffidato a non prestarsi pei bisogni della milizia senza esplicita ordinanza di codesto Ministero.
Trovandomi tuttavia alla rappresentanza di questa provincia, abbastanza istruito delle sue condizioni ed impegnato, com'è mio debito, a prevenire gravi sconcerti e disordini, mi sono trovato in obbligo di sospendere il movimento, che, valutate al giusto le dedotte riflessioni, si ravviserà, sono sicuro, dalla stessa E. V. attualmente intempestivo.
Ho in pregio di raffermarmi colla più distinta stima
L. C. Afntul].
') REGIO ARCHIVIO DI STATO DI BOLOGNA, Protocollo Riservato di Legazione, n. 946 del 6 novembre. L'ordine di marcia è in data del 3 e reca la firma del generale Zucchi.
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