Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; ESERCITO
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1936
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Giovanni Natali
Ma quali veramente erano state le cause dell'ordine di trasferimento da Ferrara a Roma del corpo dell'Unione? I Ferraresi, se pure i militi dell1 Unione avevano dato luogo a qualche incidente spiacevole, si erano preoccupati acciocché il nuovo reggimento, in cui doveva essere incorporato in parte il loro battaglione civico mobile, non fosse allontanato dalla loro città, ed in tal senso aveva fatto mozione il Circolo Nazionale ferrarese. *) Ma fatti nuovi vennero a frustrare quel desiderio. Nella notte sul 3 novembre una turba di popolo, mista a militari, mise a soqquadro la casa del console austriaco Bertuzzi;2) la notizia giunse a mezzo di staffetta a Roma il giorno 5 col particolare che il popolo ferrarese indignato che il console austriaco fosse ritornato in Ferrara, unitosi al Reggimento dell'Unione lo aveva cacciato e ne aveva bruciate le armi.3) H fatto, non disgiunto dai ripetuti rapporti del cardinale Amat che rappresentavano con insistenza la precaria situazione dell'ordine pubblico a Bologna e le mene dei democratici per costituire una Legione bolognese con Garibaldi alla testa, determinò l'immediato invio del generale Zucchi e del conte Ippolito Gamba deputato di Ravenna e segretario del Consiglio dei Deputati, con poteri straordinari per le quattro Legazioni e la Delegazione di Ancona, affinchè cercassero di impedire o di reprimere qualsiasi tumulto o sollevazione.4) L'incidente occorso al console austriaco poteva dar luogo a proteste diplomatiche incresciose; la versione del fatto, accreditata dal giornale romano TI Contemporaneo del 7 novembre, che al tumulto avessero partecipato militi dell'Unione, più tardi smentita dalla Gazzetta di Ferrara,s) richiamava l'attenzione del governo sulla necessità di una riorganizzazione dell'esercito e di una diversa dislocazione delle truppe e specialmente dei residui dei vecchi corpi franchi, sulla cui disciplina non vi era da fare certo assegnamento.
H generale Zucchi, che dal 26 ottobre aveva assunta la carica di Ministro delle Armi, partì da Roma la sera del 5 novembre, all'alba dell'8 passò per Bologna, dove il giorno inn'anjsi il cardinale Amat aveva lasciato il suo ufficio sostituito dal ProLegato conte Alessandro Spada, si portò immediatamente a Ferrara e resosi conto della situazione, confermò l'ordine di partenza del 1 battaglione dell'Unione per il giorno 10 e diede incarico al ten. colonnello Gariboldi, accorso a lui da Bologna, di riunire in Pesaro i due distaccamenti dei quali il battaglione doveva essere formato, e cioè quello comandato dal maggiore Ferrara che si sarebbe mosso da Ferrara e l'altro agli ordini dello stesso Gariboldi che doveva contemporaneamente staccare la marcia da Bologna.
1) Jl Contemporaneo, n. 183 del 26 ottobre 1848. Corrispondenza da Ferrara.
2) Unità, n. 99 del 4 novembre 1848.
3) Il Contemporaneo, n. 192 del 7 novembre 1848.
*) Unità, n. 99 del 4 novembre; Il Contemporaneo, n. 193 dell'8 novembre 1848. s) Gazzetta di Ferrara del 15 novembre 1848.