Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; ESERCITO
anno <1936>   pagina <205>
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Corpi franchi del Quarantotto
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quale fecero eco molti del battaglione: tt Vogliamo il tcn. colonnello Cu ribaldi e senza di lui non partiremo . Allora il maggiore Ferrara ordinò la marcia, ma molti dui battaglione usci rono dai ranghi e si recarono al mio alloggio gridando perle vie: Viva il ten. colonnello Gari­baldi; lo vogliamo con noi!. Io contavo di partire con comodo, perchè alla testa del battaglione Vi era il maggiore Ferrara al quale avevo data definitiva consegna dell'organizzato battaglione ma intese le voci suddette, mi alzai, cercai di persuaderli al loro dovere e meco li condussi fuori di porta, ove ripeterono le loro promesse di obbedienza al sig. maggiore Ferrara e con aecclc-ratìssimo passo lo raggiunsero, avendoli veduti io stesso ripassare la retroguardia. Spero che il sig. ten* colonnello Pieni ci raggiungerà e che la sua presenza potrà evitare che si ripetano disor­dini uguali a quelli già accennati, e io mi troverò in Pesaro il giorno 26 per prendere il comando del 2 battaglione come mi è stalo ingiunto. Tanto era mio dovere di significarle a scanso di esagerate relazioni.
In Questo momento che l'aurora spunta su l'orizzonte vengo avvisato che in vari punti della città sono affissi dei biglietti manoscritti con la seguente espressione: E brigante chi parte senza Gariboldi. Ho incaricato persona che li faccia staccare e tutto spero finirà regolarmente.
H tenente colonnello A. Gariboldi.
Anche il colonnello Lopez comandante della 2a Divisione Militare in Ancona riferiva al Ministro delle Armi che il 24 novembre un gruppo di militi acclamava come capo il Gariboldi e rifiutava il Ferrara; a stento fu ricondotta la calma e la disciplina. L) Certo il Gariboldi brigava in tutti i modi per non essere escluso dal comando e per mantenersi coi suoi antichi volontari; ma il Ministro delle Armi il 6 dicembre ordinava al ten. colonnello Fichi di andare ad Ancona e di preparare il battaglione a partire per Venezia; al comando si preferiva restasse il maggiore Ferrara. Questi, dal canto suo con atto di palese insubordinazione, senza presentarsi al Gariboldi partiva per Roma e immediatamente ne ritornava col comando del battaglione.2)
H Gariboldi restava a disposizione del Ministero.
5. - Il 1" battaglione a Venezia
Per dare il cambio alle truppe pontificie che il Governo veneto ai primi di dicembre deliberava di rimandare nel loro stato il Governo romano dispose la partenza del battaglione Pietramcllara e del battaglione dell' Unione fermo in Ancona, ma mentre il primo fu alla fine rifiutato dall'Intendente generale veneto, il secondo si imbarcò il 13 dicembre su tre vapori sardi al comando del Ferrara e parti il giorno dopo alla volta di Venezia. La forza del battaglione era di 1063 uomini, ma effettivamente ne partirono solo 885, essendo rimasto in Ancona un deposito di 178. aJ
i) Idem, idem. Busta 56, fase. 11, n. 22338 del 25 novembre 1848. 2) Idem, idem. Busta 56, fase. 11, n. 22338 del 6 dicembre 1848. 9) Unità, n. 143 del 21 dicembre 1848.