Rassegna storica del Risorgimento
VENTURA GIOACCHINO ; LANZA DI SCORDIA PIETRO ; CHIARANDA FRIDDA
anno
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1936
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pagina
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234
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234 Eugenio Di Carlo
Documenti dell'attività politica svolta dal Ventura sono le seguenti quattro lettere, indirizzate dal Ventura le prime tre al Barone M. Chiaranda di Friddani, ') nel 1848 rappresentante del governo di Sicilia in Francia; la quarta al Prìncipe di Scordia. s) Mentre le tre prime cadono nel periodo della rivoluzione, la quarta, scritta in terra straniera, appartiene al periodo dell'esilio del Ventura, e cioè al tempo del suo soggiorno in Montpellier.
I documenti in parola si trovano conservati nella Biblioteca Nazionale di Parigi (n. a. fr. 1309 nell'incartamento: 1848. Gouvernement révolu-tionnaire de la Sicile. Correspondance avec L. Bonaparte président de la République francaise et avec Friddani).
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Quando il Ventura scriveva la lettera prima del 12 ottobre 1848,3) la rivoluzione siciliana si trovava già gravemente minacciata. Messina di fronte all'avanzata e all'assalto di un corpo di truppe napoletane aveva dovuto capitolare; l'atteggiamento della Francia e dell'Inghilterra, sulla cui mediazione si faceva affidamento, non ofiva più un saldo punto di sicurezza. La lettera del Ventura riflette per l'appunto una siffatta condizione di cose; essa tuona contro le due Potenze, accusate d'aver tradito la Sicilia nelle sue legittime aspettative. Francia e Inghilterra dovevano secondo il Ventura arrestare la nuova spedizione contro l'isola, e ne avevano anche il diritto; e ciò in base alle dichiarazioni espresse in favore della Sicilia come stato libero e indipendente. Su questi concetti il Ventura ritornerà nella sua terza Memoria dal titolo: Menzogne diplomatiche ovvero esame dei pretesi diritti che si invocano dal Gabinetto di Napoli nella questione siculo, che è mi vero atto di accusa contro la diplomazia napoletana, ma non meno contro quella francese ed inglese, incolpate di essere venute meno al loro primo atteggiamento nella vertenza tra Napoli e Sicilia. (Prima edizione Palermo, 1848; ristampa a Roma nel 1849).
EUGENIO DI CABLO
romani. Per illustrare la questione siciliana e combattere la propaganda napoletana che metteva sotto una falsa luce la rivoluzione, pubblicò appositamente tre Memorie. (V. AVABNA DI GUALTIERI, Ruggero Settimo nel Risorgimento siciliano, Bari, 1928, p. 114.
i) M. Cbiaranda Barone di Friddani, nato a Palermo, esulò dopo il 1820 a Parigi. Nel *48 fu nominato rappresentante in Francia del governo rivoluzionario di Sicilia. Mori circa il 1852. Viaggiò in gioventù gran parte d'Europa e ne riportò in patria il metodo lancastriano e utili sistemi agrari. Dopo i fatti del 1820 stampò a Parigi nel 1821: Documenta hisloriques des derniers événements arrivés en Sicil.
2) Pietro Lanza e Branciforti, principe di Trabia, Butera e Scordia, nato il 1807 a Palermo, morto a Parigi nel 18S5. Fu ministro in Sicilia durante la rivoluzione del 1848-9. Cfr. per la sua vita: F. CORDOVA, nel Cimento, VI, 119; VITO D'ONDES REGGIO, Necrologia, in: La Stampa. (Genova 30 Giugno), 1855.
3) In essa autografa è la sola firma.