Rassegna storica del Risorgimento
VENTURA GIOACCHINO ; LANZA DI SCORDIA PIETRO ; CHIARANDA FRIDDA
anno
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1936
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pagina
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235
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Lettere inedite del padre Gioacchino Ventura al barone Friddani, ecc. 235
Eccellenza Roma, 12 ott* 1848,
Vencratissiino Sìg. Collega
La sua gentilissima de* 29 dello scorso mese, non mi è giunta, che il di 8 del corrente: il giorno dopo cioè in cui VHelìesponto deve essere arrivato a Palermo. Non ho potuto dunque profittare dell'avviso., che Ella mi ha dato del passaggio del detto legno per Livorno il giorno quattro, per mandare colà i miei dispacci al nostro Console Gallina 1) a fine ch'egli li inviasse direttamente a Palermo. Rispetto poi alla prevenzione che mi fa di mandare direttamente a lei costà i miei dispacci per Palermo, e ciò per insinuazione dei nostro Governo non so tutto questo combinare coli'Istruzione a me data direttamente dallo stesso Governo, d'inviare cioè i miei dispacciai nostro Agente consolare in Malta, per mezzo del battello a vapore francese, che passali due, il dodici, é:il ventidue di ogni mese a Civitavecchia, per andare a Malta, toccando Messina. Per altro volendo tenere la via, eh' Ella mi indica, i miei dispacci dovrebbero impiegare 10 gni da Roma a Parigi, 3 o 4 da Parigi a Marsiglia, 5 o 6 da Marsiglia a Palermo, cioè a dire, che andando bene non potrebbero pria di 18 o 20 giorni giungere al loro destino. Oltre che dovendo passare per tante mani, facile ne sarebbe lo smarrimento.
5Non le faccia dunque specie se io non profitti del mezzo da Lei indicatomi, e che continui a spedire per Malta almeno fino che non avrò contraria istruzione dal nostro Governo, cui io già scritto nel proposito.
Venendo ora alla condizione delle cose nostre, avrà Ella nella sua saggezza rilevato la contradizione in cui i due governi di Erancia e d'Inghilterra si sono posti riguardo alla Sicilia, e la specie di tradimento per parte loro, di cui la nostra Patria è stata la vittima. Avevano questi governi dichiarato di riconoscere la Sicilia, paese libero e indipendente. Le avevano accordato un riconoscimento officioso e di fatto,riserbandosi il riconoscimento officiale e di diritto dopo che la Sicilia avrebbe compiuta la riforma del suo Statuto, ed eletto il suo Re. V, E. conosce questa dichiarazione perchè fu scritta alla sua presenza da cotesto sig. Ministro di affari esteri, e dal Presidente del Governo provvisorio signor Lamartine.
La stessa dichiarazione fu fatta officialmente in Palermo al nostro Presidente, ed al nostro Ministro degli affari esteri dal Console inglese ivi residente, a nome del Governo della Gran Bretagna, Che anzi il detto Console vi aggiunse, che l'Inghilterra avendo esauriti tutti i mezzi di conciliazione, era venuta nella persuasione, che la riunione della Sicilia con Napoli era oramai impossibile. Come dunque hanno potuto questi Governi adottare la neutralità nel caso, che il Re di Napoli volesse riconquistare la Sicilia, senza mettersi in contradizione con se medesimi, e col principio del non-intervento, poiché poste le dichiarazioni sudette che la Sicilia era riguardata come un paese libero e indipendente, non si doveva, né si poteva permettere, che il Re di Napoli le facesse la guerra, ne turbasse il riposo, e attaccasse il Governo forse il più. legale, ed il più forte, che siavi al presente in Europa?
Che se circostanze straordinarie hanno potuto imporre ai due Governi la triste ohligazione a mantenersi neutrali, non vi è però alcuna ragione, che possa giustificare il silenzio, ch'essi han mantenuto sopra questa neutralità co' nostri Commissari residenti a Londra, ed a Parigi. La Sicilia prevenuta a tempo che 1* Inghilterra, e la Francia avrebbero lasciato libero il furore del Re di Napoli contro di essa, avrebbe preso ben altre misure di difesa contro la spedizione. Ma lusingata, che l'Inghilterra, e la Francia non avrebbero permessa questa spedizione ed avendo limitato i suoi mezzi di attacco e di difesa contro la cittadella di Messina, si è trovata colta all'improvviso, e senza un sufficiente numero di armati contro i 17 mila uomini, che il re di Napoli vi ha sbarcati.
I) Agente commerciale siciliano a Livorno,