Rassegna storica del Risorgimento
VENTURA GIOACCHINO ; LANZA DI SCORDIA PIETRO ; CHIARANDA FRIDDA
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1936
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238
Eugenio Di Carlo
Legazione della Sicilia in Roma 19 ott.
Eccellenza
Rispettabilissimo Signor Collega
Essendomi stata confidata una lettera importante per l'egregio nostro commissario Amari,') per fargliela sicuramente arrivare, e non sapendo se il medesimo si trovi ancora a Parigi, o sia passato a Londra, la accludo qui a lei, perchè si compiacerà dì fargliela ricapitare ov'egli si trova.
Con quest'occasione mi reco a dovere di parteciparle, che dietro le ultime notizie ricevute da Palermo, lo spirito della Sicilia è sempre lo stesso. Gli armamenti sono formidabili, la disposizione di farsi seppellire sotto le rovine, piuttosto che transiggere con Ferdinando, è universale, lo spavento de* Regi è al colmo, e non sarebbe difficile che sieno presto riprese Messina, e Milazzo* Le potenze mediatrici pare che inclinino a fare adottare alla Sicilia il terzo genito del Bom-bardatore, ed intanto non permetteranno alcun nuovo attacco contro la Sicilia, per parte de* Napoletani.
Qui il ministero Rossi *) vacilla nella sua ancor... *) base. Gli avvenimenti di Vienna gli han dato un urto terribile, che esso divide con tutti gli altri ministeri d'Italia.
Qui si parla della venuta degli Inglesi in difesa del Papa. Se questo anche accade ecco anche in Roma l'influenza francese soppiantata da quella dell' Inghilterra.
La prego de' miei rispetti per cotesto Sig. Ministro Bastide, e co' sensi della più alta stima, mi do l'onore di essere
di V. E. Uxno dev<> obbl
D. Gioac. Ventura a S. E. Commissario della Sicilia in Roma
Il Sig. Bue Friddani Commissario della Sicilia in Parigi
m.
Roma 24 marzo 1849. Mio onorevole collega, Avrà saputo l'infame ultimatum ) che Re Bomba ha avuto il tristo coraggio di mandare in Sicilia. Mi è capitato mentre io terminavo la terza Memoria sopra il diritto del nostro paese alla sua indipendenza, ed ho potuto farne l'analisi che vedrà. Gli ammiragli e i diplomatici delle potenze mediatrici non sono stati meno infami di Ferdinando, né meno svergognati di essersi fatti gli autori e i cospiratori, e gli uscieri di quest'atto. Pure li ho, alla meglio, scusati ne noceant. La guerra dunque è inevitabile ed i preparativi ne sono pronti ed immensi. Io spero che trionferemo: Dio proteggerà hi causa della giustizia e della ragione.
1) Questa lettera è del 1848, come si rileva, senza possibilità di dubbio alcuno, dal contenuto, come del resto anche dal timbro postale. In essa lettera è autografa solo la firma.
2) M. Amari era stato incaricato nell'agosto 1848 di recarsi espressamente a Parigi e a Londra, per sondare i propositi delle potenze occidentali e sollecitare nel contempo la loro opera di mediazione.
S) Pellegrino Rossi, assassinato a Roma il 15 novembre 1848.
4) Parola indecifrabile.
si L'ultimatum del 28 febbraio 1849.