Rassegna storica del Risorgimento

MUSEI ; SPIELBERG
anno <1936>   pagina <244>
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Enrico Scodnik
di latta, del grasso di carne, e un branicello dì stoffa a servir da stoppino; un apparecchio per fabbricare filacce (nello Spielberg scrisse poi il Pallavicino ho dovuto preparare tante filacce da fasciare tutte le piaghe della Monarchia!), delle catenelle da polso, delle ciocche di capelli...: umile materiale che dopo tante vicende dello Spielberg ancóra ci parla del sacrificio eroico dei nostri Martiri.
Quanto alla parte iconografica, il Conservatore ha procurato di adunare nel Museo le immagini di tutti i prigionieri italiani. Del Pellico v'è un bel busto di Nino Soma, donato dalla città di Saluzzo, e un quadro di ignoto, che mani pietose avevano collocato cinquantanni or sono nella cella sotterranea ove il Pellico fu primieramente rinchiuso al suo arrivo nella fortezza. Dello stesso pittore è un analogo quadro rappresentante Pietro Maroncelli. Esistono inoltre tele che rappresentano Federico Confalonieri, Alessandro Andryane, Pietro Borsieri, Gaetano Gastillia, Giorgio Pallavicino, Gabriele Rosa, Felice Foresti, Giacomo Poli, Andrea Tonclli e Felice Argenti. Degli altri prigionieri si è cercato avere almeno stampe, disegni, fotografie. E altrettanto dicasi di coloro che con i Martiri nostri hanno avuto relazione durante la prigionia: giudici, carcerieri, i Governatori di Bruna. Interessante è poi la raccolta di vedute antiche delle città di Bruna e dello Spielberg e una serie di acquerelli moderni, copia di stampe a colori del secolo scorso.
Il materiale bibliografico consiste in una collezione, suscettibile di essere notevolmente accresciuta, di opere sui processi, sui vari prigionieri e sullo Spiel­berg; e in una raccolta di edizioni delle Mie Prigioni in italiano e in varie lingue: francese, tedesca, inglese, cèca, bulgara, ecc. Particolarmente notevole una copia dei Promessi Sposi in 3 volumi, pervenuta clandestinamente ai pri­gionieri e donata al Museo dal prof. Brettholz, già Direttore dell'Archivio Pro­vinciale della Slesia e Moravia.
Ma la ricchezza vera del Museo consiste nel vastissimo materiale documen­tario, in gran parte inedito, a cui si devono aggiungere le carte tuttora conservate negli Archivi della Direzione di Polizia e della Luogotenenza di Slesia e Moravia, i quali sono Uberamente aperti in seguito alle convenzioni intercorse fra il Governo italiano e quello cecoslovacco all'esame degli studiosi italiani.
Vi ai conserva tra l'altro la collezione completa dei libri matricolari del carcere, uno dei quali depositato in Museo; in essi, tra centinaia di delinquenti cornimi, originari da tutti i paesi della duplice Monarchia, si trovano iscritti i nostri Martiri. Nelle varie colonne di ogni pagina sono trascritti i nomi e i connotati dei detenuti, la loro residenza al momento dell'arresto, un estratto della loro fedina penale anteriormente al processo, il delitto per cui sono stati arrestati IJochverrath, alto tradimento , il nome dei complici, la serie delle sentenze, le date d'inizio e della fine della detenzione; nella penultima colonna troviamo interessanti giudizi sul loro contegno in carcere, sul loro stato di salute, sul concetto ohe di essi delle loro capacità fisiche e