Rassegna storica del Risorgimento
MUSEI ; SPIELBERG
anno
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1936
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pagina
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246
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246
Enrico Scodnik
Una prova palpitante di quelli che erano i sistemi absburgici abbiamo poi nella tragica beffa giuocata ai prigionieri nel marzo 1824, quando un funzionario venne espressamente da Vienna con la notizia che l'Imperatore concedeva ai detenuti di scrivere alle famiglie, cosa fino allora proibitissima. Ciascuno ebbe nn foglio di carta, scrisse ai cari lontani diffondendosi a narrare la propria vita nello Spielberg, consegnò la missiva al Direttore del carcere. Ebbene, le lettere vennero tradotte in tedesco, la versione portata a Vienna all'esame del Ministro di Polizia, che sperava evidentemente di trovarvi nomi di complici, e gli originali suggoIlati e deposti negli archivi di Briinn. Queste lettere sono ora nel Museo e recano i nomi di Silvio Pellico, del Bachiega, delForesti, delMaroneelli, delFortini, del Solerà, del Villa e del Munart: tranne quella del Pellico, sono tutte inedite.
Altro pezzo di eccezionale importanza è un foglietto di mano del Pellico nel quale è tenuto l'elenco dei fatti occorsigli interrogatori, visite del padre, lettere da lui scritte e lettere pervenutegli dal 13 ottobre 1820 al 20 dicembre 1821, foglietto di memorie che si può riguardare come il primo germe delle Mie Prigioni. *>
E un branicello di carta, logora e ingiallita, fittamente riempito su entrambe le facciate. E intitolato Memorie e comincia si può dire con le stesse parole del libro immortale: Arrestato a Milano il 13 ottobre 1820 in venerdì . La seconda nota, del 24 novembre, reca: Da un carcere pulito, portato in uno orrido . Fra 1' 8 e il 22 dicembre segue il ricordo di quattro visite di Onorato Pellico al figlio: sono poi notati otto interrogatori, il primo dei quali il 20 dicembre dopo i sei di Polizia nego sempre tutto e l'ultimo a Venezia il 22 maggio 1821: 8 Esame. Sovra Porro. Sento che è fuggito per altre imprudenze. Non potendo più salvarlo, splendi dunque o Verità! . C'è tutta l'anima di Silvio in questo grido di liberazione: quand'egli, senza danno del suo protettore, può parlare, nulla più l'arresta sulla via delle confessioni che senza nuocere ad altri apriranno a lui la porta dello Spielberg.
Sempre nella prima parte del foglietto è cenno della scarcerazione del La-derchi 1821. 6. gennajo (sabato) Uscita di Laderchi del trasferimento a Venezia 18. febbrajo (domenica) svegliato alle 2. dopo mezza [notte] dal Conte Bolza per partire per Venezia. Partiti alle 3. e di lettere scritte da Silvio al padre (20 febbraio, 29 marzo, 17 aprile, 8 maggio e 18 maggio 1821). L'elenco delle lettere scritte e di quelle ricevute che il Pellico chiama Consolazioni e le numera progressivamente occupa quasi interamente il verso del foglio, nel quale è notevole una nota del 21 giugno 1821: <cfo rimettere al sig. Presidente le mie due tragedie [l'Ester d'Enguddi e l'Iginio d'Asti, composte in carcere] da consegnarsi al Console [sardo in Venezia] perchè le mandi
i) pel foglietto in questione ha parlato per la prima volta il Conservatore del Museo, dott. Zaniboui, ne VIllustrazione italiana, LXI, 36, Milano, 9 settembre 1934-XII.