Rassegna storica del Risorgimento

MUSEI ; SPIELBERG
anno <1936>   pagina <247>
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// Museo dei patrioti italiani itilo Spielberg 247
a Torino . In margine, a destra, ci sono delle cifre: chissà, forse l'elenco di somme ricevute. Si comincia con nn 20. febbraio 300 e poi, in colonna, otto Volte la cifra 30, preceduta sempre dalle iniziali dei mesi da marzo a ottobre, ed in fondo la somma, 240.
Il foglio termina, come si è detto, il 20 dicembre 1821 con queste parole: 17. [lettera] di Papà. Rispondo . Ma poiché v'è ancora dello spazio in calce, è da presumere che il foglio sia stato scoperto e sequestrato al prigioniero per essere passato nel suo incartamento.
Dicevamo poc'anzi che esso può riguardarsi come il primo germe delle Mie Prigioni-, perchè quasi tutti gli avvenimenti che vi sono elencati, con le loro date, ritornano nel libro.: prova della memoria tenace di Silvio di quelle che possiamo definire le prime tappe del suo lungo e doloroso Calvario.
Facile sarebbe spigolare ancóra a lungo in questa preziosa raccolta di docu­menti, che saranno pubblicati in gran parte a cura del Comitato Nazionale di Studi sui Prigionieri Italiani dello Spielberg , il quale si accinge anche a rinno­vare con criteri scientifici, d'accordo col Conservatore del Museo, la piccola Guida oggi esistente del Museo spilberghiano, integrandola col regesto delle carte conservate negli Archivi di Bruna. Ma quello che più commuove fra le bieche muraglie della fortezza è la vista delle celle occupate dai prigionieri. Nel sotterraneo i tenebrosi covili, prima sede dei Martiri al loro arrivo allo Spielberg: orride fosse senza luce, dalle muraglie intrise di umidità, dal pavi­mento di terra battuta, con i portelli ferrati originari e le catene ancóra saldate alla parete. Al primo piano la ricostruzione amorosa e fedele della cella abitata lunghi anni dal Pellico e dal MaroncelH, nella quale non solo è stata ristabilita di sulle antiche documentazioni la suppellettile due panconi, una tavola e uno sgabello, una brocca, la lampada che era appesa fuori dell'uscio, davanti allo sportelletto ferrato , ma è stata anche riaperta, in base alle tracce murarie, la finestretta a cui i due prigionieri si arrampicavano la mattina per scoprire un lembo di cielo e un po' di monti e di prati e i campanili di Bruna. E poi ancóra parlano al nostro cuore di Italiani l'umile cappella dove i prigionieri erano condotti in groppi separati ad assistere alle sacre funzioni, e gli spalti su eoi potevano passeggiare; a piede dei quali tuttavia riposano prigionieri anche dopo la mortele salme dei cinque Martiri, che nello Spielberg lasciarono la vita.
Ma il loro sonno è vegliato dal tricolore che sventola all'ingresso del Museo, dove sono incise nel marmo le profetiche parole di Vincenzo Gioberti, assicu­rante il Pellico nel proemio al Primato che Spilbergo non sarà più inferno di vivi né infamia del secolo, ma reliquia di martiri e monumento di virtù patria a cui converranno un dì pellegrine le redente generazioni.
E il vaticino è compiuto.
Erratico SCODNIK