Rassegna storica del Risorgimento

RICASOLI BETTINO
anno <1936>   pagina <251>
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APPUNTI, NOTIZIE E VARIETÀ
LUIGI CAROLI. *) Quando P illustre giureconsulto Carlo Armellini rassegnava all'Assem­blea nazionale il geloso incarico della formazione del nuovo Statuto fondamentale, sessantasei voti chiamarono l'avvocato Luigi Caroli a succedergli nella onorevole Commissione. La solen­nità di questo mandato, il personaggio al quale subentra è una prova eminente della sua intel­ligenza, e della fiducia che l'assemblea aggiunge al nome, e al merito di questo rappresentante della provincia di Ferrara.
Nacque in quella città, ed ha 39 anni. Frequentò per la sua istruzione le due primarie università dello Stato, quella di Bologna, e di Roma. I movimenti del 1831, che lo trova­rono giovanissimo, lo spinsero in quel vortice di afflizioni, che oppresse ma non espugnò l'animo di quei generosi, che non disperarono mai della salute d'Italia. In compagnia del generale Busi era egli in Ancona quando si vide costretto a riparare in terra straniera. Emi­grava dapprima per le Isole Jonie, passava quindi in Morea, stabiliva in ultimo il soggiorno a Parigi.
Dopo lunghissime sofferenze, rivide con infinita gioia la patria; ma quel piacere eragli avvelenato dalla sorveglianza, alla quale lo sottoposero le Autorità, e dalla legge, che l'inibiva la professione. Superati finalmente gli ostacoli si dedicò agli studi criminali, ed ebbe lode fra gli avvocati per diverse cause celebri validamente difese in patria ed altrove. In mezzo agU esercizi forensi non trascurò la coltura delle lettere amene, e degli studi statisticoeconomici. Qual'ntile ne abbia egli ritratto potrà rilevarsi ampiamente dalla lettura di diversi opuscoli letterari, artistici e legali, che diede alla luce.
Nel 1848 visitò Roma, vide la Toscana, e si giovò di quel viaggio per conoscere i dotti della penisola, e per applicare le teorie politiche ai nazionali progressi.
II voto dei suoi concittadini lo inviò deputato alla Costituente Romana. Egli non siede inoperoso nell'Assemblea. Diranno gli atti di questo augusto Consesso come il Caroli sostenne e vinse l'appellabilità dalle sentenze capitali nella legge provvisoria di pubblica sicurezza; come nel Comitato segreto domandò, ed ottenne che il voto di fiducia fosse accordato al potere esecutivo, e come in fine con ardire pari all'altezza dell'argomento, propose energiche misure di guerra, che furono in gran parte adottate dopo la vandalica invasione, a cui fu sottoposta Ferrara. Con questo slancio di carità cittadina ha corrisposto pienamente l'avvocato Caroli ai doveri del suo mandato, alle speranze degli elettori, e agli imperiosi bisogni del suo paese.
Non era presente, né si pronunziò per la Repubblica.
{La Guardia Nazionale Italiana, trimestre I, per. II, n. 22, venerdì 16 marzo 1849).
I) La Rassegna ristampa alcune brevi e ormai dimenticate biografie di deputati all'As­semblea Costituente Romana del 1849 apparse nel giornale La Guardia Nazionale Italiana, di coi si pubblicarono 38 numeri tra il 21 novembre 1848 e il 30 marzo 1849. Il giornale, che usciva eia sera del martedì e del venerdì di ogni settimana, aveva come proprietario e gerente il napoletano Domenico Parente, allora capo degli stenografi della Costituente, e veniva stampato nella tipografia dei fratelli Paliotta. Foglio quasi ufficiale della Guardia civica, della quale pubblicava ordini del giorno e bollettini, il giornale ( importantissimo per le indicazioni diceva lo Spada), aveva vivaci articoli politici dovuti a Nuraa Vangelisti. Con il numero 14 del 16 febbraio 1849 iniziò la pubblicazione delle biografie dei deputati. L'intenzione era di raccoglierle tutte in un volume, ma alla morte del giornale le biografie edite si limitavano a 21 (ultima fu quella del Mazzini). Non consta che l'iniziativa fosse ripresa da altri.