Rassegna storica del Risorgimento
RICASOLI BETTINO
anno
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1936
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pagina
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259
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Libri e periodici 29
ANTONIO MONTI, Donne a passioni del Risorgimento; Milano, CorticeltL 1935-XIH, in 16, pp. 287, L. 12.
L'attuale orientamento degli studi, che porta a considerare la storia specialmente come l'incrociarsi delle correnti di idee, generatrici degli avvenimenti concatenati nelle loro cause ed effetti, e come il risultato di innumerevoli contatti, sovrapposizioni e interferenze politiche e spirituali delle vicende italiane con quelle europee, imprime a molte delle recenti pubblicazioni di storia del Risorgimento una caratteristica del tutto sconosciuta alle pubblicazioni, anche pregevoli, di qualche decennio fa. Esso segna senza dubbio un progresso notevole, di cui è propugnatore ed assertore costante il R. Istituto per la storia del Risorgimento, e, per esso, la nostra Rassegna. Ma le correnti di idee costituiscono il gran fiume della storia che sfocia nel mare della vita, e vano sarebbe scandagliare queste correnti a fondo se gli studiosi non sapessero ricostruire i vari aspetti della vita stessa, predisponendo con l'analisi i materiali per le future sintesi. Il saper ritrarre i protagonisti dello storia sulla base dei documenti, senza lasciarsi prender la mano dalla fantasia che porterebbe alla storia romanzata, è, oltre che arte nobilissima, intelligente e utile fatica.
È questo il caso del volume recentemente pubblicato dal Monti.
Esso segna un'oasi nella serie ininterrotta delle pubblicazioni dell'A. rivolte a più gravi argomenti. Un'oasi fiorita, come si direbbe dal titolo promettente una serie dì miniature delicate, di romanticismi ancora ignoti alla nostra accelerata vita di oggi, di sentimentali pause d'amore... Ma forse il titolo, pur rispondendo in tale senso al contenuto, non ha soltanto questo significato. Lo trascende. La superficialità è soltanto apparente. Pur sapendo questo volume conservare da cima a fondo l'attrattiva delle piacevoli letture, il lettore si avvede, fin dalle prime pagine, che il documento quasi sempre, anzi, il documento inedito serve di base e di linea all'analisi psicologica e che l'A., guidando il lettore nei labirinti del cuore umano, lo obbliga a pensare e lo pone spesso di fronte a gravi problemi spirituali. Il titolo riflette perciò anche il tormento dell'anima femminile nell'anelito a una Patria, il contributo del cuore muliebre alle vicende che inalzarono tanti nostri patrioti alle sfere sublimi dell'eroismo e del martirio. Non è un contributo di sangue, ma un contributo d'amore che ha stimolato al sacrificio del sangue. Si leggano, ad esempio, le pagine dedicate al dramma di Teresa Coniaionieri col quale si apre il volume, e si veda quanta pena vi era nel cuore di questa gentildonna che si sentiva di giorno in giorno morire dopo l'arresto del consorte. H dolore ebbe il sopravvento e la spense prima che il marito ottenesse l'agognata libertà, ma sullo sfondo cupo dei processi del *21 essa appare ancora come la definì Mazzini un fiore della squisita e grande anima lombarda e un soggetto interessantissimo, oltre che dal punto di vista storico, dal punto di vista umano. Infatti, dopo lo studio fatto intorno ad essa dal Monti, essa fu presa a soggetto di drammi e romanzi e della fortunatissima cinematografia dell'Alessi.
Le donne ritratte nelle pagine di questo volume, sebbene presentino un atteggiamento e un'anima varia di fronte al problema della Patria e di fronte all'amore, si potrebbero raggruppare in tre categorie. La prima è quella delle eroine, fra le quali si eleva nella sua splendida luce di Dea delle battaglie Anita, la giovine brasiliana che fu compagna inseparabile di sacrificio e di amore all'Eroe dei Due Mondi. Sebbene da questa lungamente distanziate, brillano di una simpatica luce altre donne che si distinsero nel campo dell'azione come Giuditta Sidoli, che custodi per parecchio tempo nelle sue fragili mani di donna gli Statuti della Giovine Italia , la Belgioioso, ecc. La seconda categoria è quella delle consolatrici degli esuli, come la Berra-ELramer, di cui l'A- ci fa conoscere un prezioso album di pensieri inediti di Mazzini e dei suoi compagni di fede, o come Giuditta Pezzi, e con lei altre molte che si muovono nel cerchio mazziniano. La terza, infine, e quella delle donne trepide e amorose che, come spose o come amiche, vissero in ombra al fianco degli eroi, spesso ispirandoli e incuorandoli come Cannelita Manara, Ermellina e Maria Dandolo, Giulia Modena... Particolarmente suggestiva la Manara, che ebbe una vita piena di tormento e di drammatiche vicende spirituali. Anche la contessa Maffei riprende vita iu queste pagine, ma è una donna ormai nella parabola declinante della sua fulgida bellezza e che trova nel mite Carlo Tenca, anch'egli ormai placato in ogni ardore combattivo, l'amico devoto, e sereno. Le due teste ormai brizzolate si accostano a ricordare le passate tempeste e a dirsi le ultime parole d'amore.