Rassegna storica del Risorgimento

RICASOLI BETTINO
anno <1936>   pagina <262>
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Libri e periodici
Il Quilici, come abbiamo detto si propone, con lodevole intendimen to, di ritornare su que­sto iute di secolo Noi vogliamo lusingarci ohe ì rilievi che. con rincrescimento, abbiamo dovuto fare lo condurranno, nel suo interesse ed in quello del pubblico dei lettori, a meglio rendersi conto dell'ambiente che egli vorrà descrivere, sottoponendosi ad un più. rigoroso controllo, oppure... Oppure dovrà decidersi a dare un diverso carattere, pi conforme al suo spirito ed al suo metodo di lavoro, alle sue pubblicazioni a venire.
AMEDEO MOSCATI
UBALDO DEGLI UBERTI, L'Ammiraglio Luigi di Savoia, Duca degli Abruzzi. (Collana I condot­tieri ; Torino, Paravia e C, 1935-XHI, in 16, pp. 252, L. 9.50).
L'A., come dice nella prefazione, conobbe il Duca degli Abruzzi nella giovinezza, e ammirò fin d'allora questo principe, che invece di spassarsela allegramente, andava in cerca di difficoltà da risolvere sulle eccelse cime o nei mari del Polo. Nel suo libro narra la vita dell'audace esploratore, seguendolo nelle sue principali spedizioni, che descrive piuttosto minu­tamente, corredando il testo con chiare illustrazioni delle persone e dei luoghi.
Il volume s'inizia col racconto del breve regno del Duca Amedeo in Ispagna, dove nacque il principe Luigi, dei ritorno in Italia e della morte di Maria Vittoria della Cisterna, che lasciò il suo ultimo figlio in età di circa quattro anni. Un capitolo riguarda l'infanzia e l'adolescenza del Duca, a sei anni e mezzo ammesso nella li. Marina in qualità di mozzo; infanzia di prìncipe studioso, che divide i giochi de' suoi coetanei, ma spesso lavora quando gli altri riposano. Negli anni 1883 e 1884 è allievo onorario dell'Accademia Navale, poi segue i corsi normali e parte­cipa a cinque campagne sulla fregata Vittorio Emanuele; all'arrivo a Livorno dopo l'ultima cam­pagna è nominato guardia marina e presta giuramento di fedeltà al Re.
Il Duca profitta dei due mesi di riposo per perfezionarsi nella letteratura italiana e nelle lingue, indi sale sulla navescuola Amerigo Vespucci, compie un lungo viaggio fino al Brasile, e per La Piata, Santiago, Callao, stretto di Magellano ritorna in patria; su questa nave conobbe Umberto Cagni, saldando con lui un'amicizia che durò quanto la vita. Compie altri viaggi su torpediniere, fregate, con soste in vari luoghi, tra cui Massaua, ove prende il primo contatto con l'Africa; è ormai sottotenente di vascello. Negli intervalli tra una crociera e l'altra l'Augusto marinaio si dedica all'alpinismo, già preso da quella passione che lo spingerà alle piò arduo imprese; si unisce a lui la guida Petigax, fedele compagna di molteplici ascensioni, con cui scala per allenarsi le cuspidi del Monte Bianco.
Attraentissimo il capitolo che riguarda la spedizione al Monte S. Elia nell'Alaska, prece­duta da lunga preparazione d'equipaggiamento e d'approvvigionamento; l'A. cita il testo del dott. Filippi, che, avendo seguito il Duca con Umberto Cagni, Francesco Gonella e Vittorio Sella, descrive minutamente l'ascensione fra le superbe altezze, i blocchi giganteschi di ghiaccino e le nevi malfide; a pochi metri dalla meta la guida Petigax lascia il passo al Principe, che avanza primo sulla vetta del S. Elia: vittoria completa e tutta italiana. Li questa spedizione come nelle successive, si raccolgono rilievi scientifici, fotografie e risultati morali, che svelano agli Italiani e agli stranieri le doti di questo principe Reale.
Uno dei più, lunghi capitoli è dedicato alla spedizione al Polo Nord, forse la più nota al pubblico, perchè descritta ampiamente nel volume La stella polare dello stesso Duco. Pensando che nel 1901 non esistevano né aeroplani uè radio, né tante agevolezze create dalle recenti sco­perte scientifiche, è meraviglioso che la spedizione ducale abbia potuto giungere fino al paral­lelo di 86 34'.
Continuamente si alternano i viaggi; forse il più lungo è il giro del mondo con la R. nave Liguria, partita il 29 agosto 1903 da La Spezia; l'itinerario è descritto in modo assai partico­lareggiato, con notizie su quanto avviene nei paesi visitati, come la rivoluzione a S. Domingo, i contatti cordiali con Americani e Inglesi all'isola di Trinidad, lo stupore degli Australiani per l'audacia del principe nel traversare la barriera corallina, di solito percorsa solo da piccoli scafi. Dappertutto il Duca s'interessa delle colonie italiane, accomoda dissensi, conforta con la sua parola e con opere di bene. Questo campagna si chiude il 18 aprile 1904, dopo 19 mesi e 21 giorni di viaggio e il percorso di 52.000 miglia, senza aver dovuto infliggere una punizione grave e senza un disertore.