Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA ; FRANCIA
anno
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1936
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pagina
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275
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INFLUENZE FRANCESI SUI NOSTRI ECONOMISTI
DEL SETTECENTO
Non mi indugerò a discorrere in generale delle strette relazioni e degli scambi intellettuali, che intercedono fra le classi colte italiane e francesi nel secolo XVIII. Noterò solamente come sia cosa naturalissima che tali rapporti si verifichino con grande intensità anche nel campo delle discussioni economiche e sociali, di una scienza in formazione, la quale trovava, nella storia d'Italia, importanti elementi di fatto e di pensiero su cui esplicare la propria osservazione e da cui ricavare insegnamenti preziosi; mentre doveva trarre necessariamente, dalle moderne esperienze inglesi e francesi, impulsi, forze ed elementi più decisivi e diretti per il proprio sviluppo.
A rigore non si può asserire che la scienza economica sia nata in un paese piuttosto che in un altro o che rappresenti il frutto esclusivo dell'esperienza di un popolo; ma si deve invece riconoscere che essa è il risultato complessivo, al quale hanno contribuito la vita e il pensiero dei principali Stati europei. I primi scrittori di cose economiche non furono dei teorici, intenti a sistemare un ramo del sapere che non esisteva ancora; ma degli uomini che traevano direttamente i problemi e le domande dalla pratica della vita e si adoperavano per formulare delle risposte, secondo le esigenze dei tempi e dei luoghi. Sorgevano dalla realtà problemi come questi: E legittimo l'interesse? Conviene agli Stati di accumular denaro? Quali sono le cause e i rimedi del disordine monetario? Quali i mezzi per far fiorire le arti e le manifatture? E così di seguito.
Alla soluzione di tali problemi, che erano in fondo questioni pratiche, legate allo sviluppo di quelle nuove forze produttive, che maturavano nel seno dell'arcete regime, si diedero quei primi ricercatori. Ma, attraverso la ricerca di soluzioni di problemi pratici, studiando le cagioni di determinati fatti, essi arrivarono spesso a fornire gli elementi necessari per ritrovare, o ad intravedere addirittura, qualcuno dei principi fondamentali della teoria economica.
Ora è logico che questi scrittori empirici chiedessero all'esperienza altrui, tanto di individui, come di collettività, degli elementi per intendere meglio la loro propria esperienza o degli argomenti per avvalorare le loro tesi. Gli scambi intellettuali fra gli scrittori dei diversi paesi si presentano dunque con carattere di reciprocità. Sono così