Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA ; FRANCIA
anno
<
1936
>
pagina
<
276
>
276 Luigi Dal Pan*
numerosi ed intrecciati che riesce difficile stabilire la portata effettiva degli influssi scambievoli. Basta scorrere gli epistolari del tempo per avere una visione, direi quasi materiale, di quel fervore di rapporti fra gli studiosi dei vari paesi. Nella corrispondenza fra Pietro ed Alessandro Verri, per esempio, noi troviamo ritratta, a grandi pennellate, la vita intellettuale europea della seconda metà del secolo XVIII. Le relazioni spirituali, di cui questi documenti ci forniscono la prova materiale, trovano un'ampia conferma e riescono talvolta a precisarsi nel confronto diretto dei testi. Tale confronto è il solo capace di mostrarci, caso per caso, come 6Ì esplichino e fin dove arrivino gl'influssi del pensiero straniero sui nostri scrittori di cose economiche. Tuttavia, sulla base di un'indagine estesa in materia, si possono ricavare anche alcune conclusioni di carattere più generale. Per quanto concerne le influenze francesi, si può dire:
1 La conoscenza, almeno parziale, del pensiero economico francese è un fatto che si può ritenere quasi generale presso i nostri scrittori di cose economiche.
2 Non sono solo gli scrittori francesi di cose economiche, che esercitano un influsso sui nostri economisti del Settecento, ma anche i filosofi, gli storici, i politici, i giuristi francesi. Fra costoro è sopratutto da rilevare l'influenza di quei grandi pensatori, che si sollevano alla trattazione di problemi generali.
3 Quando si parla, in questo campo, di influenze del pensiero francese, o in genere del pensiero straniero, su quello italiano, non si deve credere ad un fatto di imitazione. Non si deve pensare, cioè, che problemi ed idee economiche siano nate in Italia per impulso determinante del pensiero straniero. I problemi, che gli scrittori italiani si sono proposti, erano problemi maturati nella realtà della vita economica e sociale che li circondava, e solo più tardi assunsero nei loro cervelli una figura ideale. Il problema monetario è necessariamente dato dalla grande quantità e diversità delle monete e dalle loro alterazioni. Chi conosce la legislazione degli Stati italiani nell'età moderna, sa quali preoccupazioni destasse nei governi il disordine monetario e quanti provvedimenti si escogitassero per porvi rimedio. Il problema annonario sgorga dalle stesse necessità della vita in una società esposta ai pericoli periodici delle carestie. Problemi finanziari d'ogni genere nascevano spontaneamente per Stati, nei quali, di giorno in giorno crescevano le funzioni pubbliche e le spese relative. E problemi vari e complessi mettevano innanzi le situazioni nuove dell'economia territoriale, per le cambiate condizioni internazionali e per le trasformazioni interne della struttura economica e sociale.