Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA ; FRANCIA
anno <1936>   pagina <278>
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Luigi Dal Pane
come scrittori di politica economica. Di qui quel carattere che sa un po' di eclettismo e che dava tanto noia a Francesco Ferrara. Di qui forse una minore forza costruttiva nei confronti della teoria eco­nomica. Ma di qui anche una maggiore importanza come forze di rinnovamento nell'Italia del Settecento.
CU economisti sono infatti strettamente penetrati in quel moto che portò alle riforme. Furono segnacolo alla battaglia contro le vecchie forme del feudo, delle corporazioni, del privilegio, delle limi­tazioni al lavoro e così via. Lottarono per la distruzione degli antichi istituti che inceppavano la proprietà terriera, e lavorarono così per creare quelle condizioni di vita in cui gli ordini giuridicamente distinti si fondono e diventano popolo. Diedero ancora salda mano alla demo­lizione degli avanzi dell'economia locale e cittadina e, propugnando la libertà del commercio interno, furono potenti strumenti di unifi­cazione dell'economia territoriale. Con le riforme che contribuirono ad ottenere e con le idee che agitarono, posero le basi, donde doveva uscir fuori il problema dell'unificazione dell'economia nazionale.
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A meglio spiegare il pensier nostro, sarà naie discendere dalle considerazioni generali all'analisi dell'opera di un economista italiano, che, vissuto in Francia, quasi un decennio, dal 1759 al 1769, in istretto contatto coi maggiori pensatori dell'epoca, ebbe modo di conoscere ed assimilare in modo perfetto la cultura francese. Tanto che, prima di lasciare Parigi, consegnò nelle mani di Dionigi Diderot e della signora d'Épinay, il manoscritto di un'opera scritta in francese, che vide la luce in Parigi, nel 1770. Si tratta dei Dialogues sur le commerce des blés di Ferdinando Galiani. Tale opera usciva in un momento, in cui ferveva la discussione sulla questione della libertà di com­mercio interno ed esterno. I partigiani della libertà avevano viste accolte, in parte, dal governo le loro proposte con le riforme del 1763 e 1764 in materia di grani, per le quali si rimuovevano alcuni ostacoli posti al commercio interno, senza peraltro arrivare alla libera circolazione interna, e si concedeva libertà di esportazione, assogget­tandola tuttavia ad alcune limitazioni.
Il libro del Galiani prende occasione da codeste riforme per svol­gere una brillante polemica contro i fisiocrati e, in genere, contro
*) F. FERRARA, Prefazione al volume III della prima serie della Biblioteca dell'Econo­mista, pp. XXXVI e seguenti.