Rassegna storica del Risorgimento
1794 ; FRANCIA ; TOSCANA ; CARLETTI FRANCESCO ; CORSINI NERI
anno
<
1936
>
pagina
<
285
>
FONTI E DOCUMENTI HH
H TOSCANA E FRANGIA NEL 1794 H H IN UN CARTEGGIO CORSINI-CARLETTI I
Fu costante cura del granduca Ferdinando III di mantenere la più stretta neutralità nel conflitto tra la Francia e la Coalizione europea, perchè il piccolo Stato, incamminato verso un'era di prosperità, bramava conservarsi in pace per sviluppare i commerci, e specialmente intendeva di profittare di tal condizione per procurare l'incremento del porto di Livorno. Ma la caduta di Tolone fece tanto ardito l'Hervey, ministro inglese a Firenze, da intimare al Granduca il ripudio della neutralità e l'immediata espulsione del La Flotte ministro della Repubblica e degli altri agenti francesi, pena il bombardamento di Livorno. Cosi il 9 ottobre 1793 il La Flotte riceveva l'ordine di partire con tutti i suoi aderenti; il 28 successivo si stipulava tra l'Hervey e il Serristori l'atto di amicizia tra la Toscana e gli Inglesi.
La conquista di Tolone, che riportò nelle mani della Repubblica il dominio dell'alto Tirreno, consigliò il Governo toscano a ristabilire le antiche relazioni conia Francia. D principe don Neri Corsini aveva già iniziate le trattative, quando ai presentò come ottimo negoziatore il conte Francesco Carletti. Il corso di esse, rimasto finora quasi del tutto sconosciuto, è illuminato da un gruppo di lettere che il Corsini e il Carletti si scambiarono tra il 5 agosto e il 5 dicembre 1794; lettere interessanti per la storia generale e per gli episodi e gli nomini che esse delineano.
Amante delle novità francesi, il conte Carletti andò famoso per il duello col Windham, ministro inglese a Firenze dopo l'Hervey; per le sue opinioni e anche per quel duello fu bene accetto ai repubblicani e potè condurre ottimamente la sua missione, prima a Genova e poi a Parigi, fino a concludere il patto di neutralità e di amicizia francotoscano. *) Un' imprudente insistenza, segno del carattere bizzarro ed irrequieto di cui dà molte prove nelle sue lettere, quella cioè di voler visitare al Tempio la figlia di Luigi XVI, gli fece perdere ogni favore e lo costrinse a lasciare le rive della Senna.
Fu spedito al suo posto il Corsini, uomo di nobilissima educazione, di tatto e di accorta capacità, che potè con soddisfazione anche dei giacobini continuare per due anni la missione del Carletti. 2>
Possiede queste lettere mons. Giuseppe Dolfi di Prato, il quale le trovò anni sono da un raccoglitore di cartaccia mentre si mandavano al macero.
RUGGERO NUTI
-) Questo trattato è pubblicato da ANTONIO ZOBI nella Stona civile della Toscana, tomo HI, Firenze 1851, nnm. XVH dell'appendice.
2) Ho riassunto in breve la narrazione che di quei fatti da ANTONIO ZOBI nell'opera e tomo citati e nel Manuale storico degli ordinamenti toscani, Firenze 1847, dove si hanno larghe noti* sàe sulla vita e l'opera del Carletti e del Corsini. Per la visita del Cadetti al Tempio vedasi anche J commentari della Rivoluzione Francese di Lazzaro Papi, aggiunte e varianti inedite pubblicate da EUGENIO LAZZABESCHI nel Bollettino Storico Lucchese, ann. VI (1934), pag. 159.