Rassegna storica del Risorgimento
1794 ; FRANCIA ; TOSCANA ; CARLETTI FRANCESCO ; CORSINI NERI
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1936
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286
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286 Ruggero Nuti
1.
Lettere dì don Neri Corsini al eonte Carfani
Firenze S agosto 1794. Amico carissimo
Ho ricevuto due vostre in data del 2 stante, in una delle quali erano incluse le copie delle lettere a voi scritte dal Marcii ese di Landsdown, e la memoria sopra i certificati di vita necessari per i creditori toscani. La prima unitamente a tutte le altre carte da voi trasmessemi è stata posta sotto gli occhi di S. A. R., e sopra terrò proposito col nostro comune amico il Sig.fSen.rMozzi.
La gelosa commissione affidatavi non poteva se non che eccitare maggiormente il vostro zelo, ed autenticare le vostre parole le quali non sono nulla più che il vero espresso da voi con coraggio, e con ingegno. Mi lusingo che dopo ciò il Sig.r Tilly 1) sarà più docile alle vostre rappresentanze, che ora sono l'istesse che quelle del Governo, e voi avete cominciato a disimpegnarvi da vostro pari dell'incarico datovi. Il corriere a quest'ora sarà partito. Non avrete tralasciato d'avvertire nella mia lettera, e nell'istruzione a Favi che il nostro corriere dovrà rimanere in Parigi finché non avesse una risposta. Per conseguenza era necessario d'avere un corriere che fosse intieramente a nostra disposizione, e ciò deve dare un'aria di maggiore importanza, e premura alle nostre domande. Spero che avrete agito in questa forma, ovvero che ne avrete trovata una equivalente.
Passo a rispondere particolarmente ad alcuni articoli della vostra lettera. Quanto al passaggio della cavalleria napoletana s'è risposto, e s'è fatto ciò che può, e deve fare uno Stato piccolo e disarmato. Yi ricorderete che dopo il terribile decreto contro la Corte di Roma il Sig.r la Flotte fece una scopertasela Toscana avrebbe nel caso permesso il transito alle truppe francesi che andassero contro li Stati Pontifici. Fu replicato quella volta per sempre che hi Toscana non poteva impedire il passaggio ad alcuna armata. Quando anche la Toscana fosse stata in questo momento neutrale era del suo interesse di non impedirlo perchè un piccolo Stato abbracciala neutralità per evitare singolarmente i disastri della guerra, e sarebbe contrario a questo fine il recusare il passaggio ad una forza armata che pud cominciare la guerra in quello Stato che vuole impedirgli il transito. Mi pare che ristessa condotta si tenga dal savio Governo di Genova verso tutte le Potenze belligeranti a meno di qualche inutile protesta. Aggiungete che la situazione della Toscana è tale che non se ne può impedire il passaggio ad alcuno, onde è cosa vera, e forse ridicola di dichiarare ciò che non si può sostenere. Non so se l'istesso possa dirsi di codesto territorio, lo che prova evidentemente che i neutrali non possono agire se non che in questa guisa sul punto de* passaggi delle truppe.
La ragione principale per cui la Francia ha perduta la Corsica è stata la mancanza della fiotta. Questo avvenimento funestissimo per la nostra neutralità ha avuto luogo prima della violenza fattaci dalli inglesi. Se dopo ciò gì i inglesi sono stati i soli che hanno potuto godere dei vantaggi che offriva a tutti il Porto di Livorno questa non è stata nostra colpa. Si potrebbe dire peraltro che più ne goderono i francesi nell'inverno antecedente avendo ottenuta l'esportazione d'una non piccola partita di grano dall'interno del Granducato sibbene vietata per legge. Vi rammenterete dell'impedito sbarco di circa 300 uomini di cavalleria inglese che volevansi lasciar qui finché non avesse avuto altro destino, cosa che c'è stata rimproverata da mille parti. Infine non so trovare alcuna relazione fra l'interrotta neutralità, e la perdita della Corsica. Soccorsi di viveri senza una fiotta non sarebbe mai riuscito di portarceli.
La gita del Sjg.r Wyndham a Livorno è stata una conseguenza del non aver potuto saper nulla qui a Firenze sulla misura, e forma del nostro armamento. Non solo non gli è stato
1) Rappresentante della Repubblica Francese a Genova.