Rassegna storica del Risorgimento

1794 ; FRANCIA ; TOSCANA ; CARLETTI FRANCESCO ; CORSINI NERI
anno <1936>   pagina <287>
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Toscana e Francia nel 1794 in un carteggio Corsini-Cariati 287
comunicato in iscritto, ma neppure n voce, ed io ne sono garante sul mio onore. Il Governa' tore di Livorno scrisse formalmente di non averlo informato di niente, sebbene da lui richiestone più volte dicendogli che il suo carattere di ministro estero l'impediva. So peraltro che per uno di quo* sbagli, che sogliono accadere in un Paese, che comincia ad armarsi dopo averlo trascu-rato per lungo tempo, è accaduto che gli furono mostrate le fortificazioni. Molti toscani venuti di colà mibanno detto d'aver potuto ottenere l'istessa facilità, sicché questo non è da far meraviglia Egli e poi faisissimo che abbia suggerito, o proposto nulla oltre ciò che era stato fatto. Non sarebbe capace neppur di questo, e noi non abbiamo fatto che seguire un piano di fortificazioni già esistente.
stata comunicata al Sig.r Cacault una nota dell'Auditore di Livorno dalla quale si rileva lo stato delle cause colà pendenti, e si chiedono con sollecitudine alcuni documenti. Unito a questa era Io stato delli assegnati falsi sequestrati nel Tribunale di Livorno in diverse volte, o denunziati spontaneamente dai detentori per timore. Questi saranno sigillati, e trasportati qui in Firenze nel Supremo Tribunale di Giustizia per impedire che alcuno di essi ritomi in circolazione.
Debbo infine contestarvi i maggiori elogi, e stima, che il vostro zelo, e talento v'ha qui meritato, e che vi meriterà sempre più in avvenire. Addio.
Vostro aff,mo ser.* ed am. N. Corsini.
Firenze, 26 agosto 1794. Amico carissimo
Sarò in questa mia piuttosto breve sì perchè ho parecchie lettere, ed affari da sbrigare, si ancora perchè tonti sono gli oggetti contenuti nell'ultima vostra che veggo impossibile di soddisfare a tutti completamente.
Quanto ai plichi indirizzati al Sig.r Cacault, e dal noto Lenzi consegnati al Governo di Livorno posso dirvi che il Governatore disse al detto Lenzi che poteva recapitarli al mentovato Sig,r Ca­cault. ed a chiunque altro erano diretti. Costui non appagato di ciò fece capo a Serristori, il quale non se ne volle mescolare. Infine il Sig.* Can.M Fiaschi per ordine di S. A. R. gli intimò che adempisse al suo dovere, e li recapitasse. Osserverò che nessun Governo può esser rimproverato se visita un plico che gli viene consegnato da un imbecille come contenente de' scritti sediziosi, ma neppur questo è stato, ciò che prova la delicatezza del contegno che s'usa da noi in simili affari.
Due sono le cose più importanti delle quali si parla nella vostra lettera cioè la spedizione del Teramina, e l'espulsione del Pugnaire. Quanto olla prima sulla quale non conviene trattenersi lungamente in una lettera, che può cadere in mani infedeli, assicurate il Sig.r Tilly che costui poteva a tenore delle leggi venire a Livorno come ci è felicemente arrivato avendomi di colà mandata la vostra commendatizia, e che sarà prevenuto il Governatore dell'oggetto della sua missione perchè profitti delle relazioni che potrà dargli. Per ciò poi che riguarda il Pugnaire con­viene riprendere l'affare dalla sua origine, e sebbene non me ne siano note le circostanze ardi­sco affermare che nulla vi sarà stato d'ingiusto, o di troppo rigoroso nella di lui espulsione. Questo però esige tempo, e fino alla ventura settimana non potrò darvi alcuna risposta categorica.
Il nome di Messe non mi giunge nuovo, e so ancora il vero oggetto della gita che vorrebbe fare a Livorno, li Sig.f Tilly saprà a quest'ora ohe un ostacolo insormontabile, e che non dipende da noi di torre di mezzo impedisce al Messe di riuscire nel suo disegno intorno al quale peraltro il Governo non si poteva comportare se non che passivamente tantopiù che era noto a tutti gli