Rassegna storica del Risorgimento

1794 ; FRANCIA ; TOSCANA ; CARLETTI FRANCESCO ; CORSINI NERI
anno <1936>   pagina <288>
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288 Ruggero /Vtitó
agenti dì Livorno delle Potenze coalizzate, e quello d'Inghilterra aveva nelle mani i recapiti, che lo comprovavano. Scusate l'enimma. H Sig. Tilly lo capirà, e ve lo spiegherà. Mi par che la vostra lettera non mi richiami ad alcun altro articolo.
Sono di cuore Vostro aff.u"> Ber. ed am.
Neri Corsini.
P. S. Siamo tenutissimi alla bontà che ha avuta il Sig.* Tilly di scrivere in Francia in favore della Toscana, e di sollecitare una qualche determinazione dei passi da noi fatti. Aggiun­gete che ci troverà sempre uguali, e bramerei che una scoperta anche più concludente di falsi assegnati ci ponesse in grado di far conoscere come si agisce colla Rep. Francese.
Firenze 26 agosto 1794. Amico carissimo
Confid.
Prima di tutto vi dico che avvertiate di non lasciare nelle mani di Tilly alcuna delle mie lettere. Fategliele leggere in vostra presenza, ma non permettete mai che ne tragga copia. Il tono in cui parlano è riservato, ma confidenziale, e perciò non comunicabile al pubblico. La condotta di costui non è chiara. Non mi farebbe meraviglia che per timore abbandonasse la Francia, ed andasse a gettarsi ai piedi dell'Arciduca di Milano come ha fatto Haller, nel qual caso potrebbe farsi onore di quelle mie lettere, e compromettere me, ed il mio Principe.
Di Cavazzuti non conviene mescolarsi. Era naturalizzato toscano, le leggi gli davano il diritto di far rivedere il suo affare dalla Consulta. S. A. R. disse che per giusti motivi non credeva pru­dente dimettere in pubblico quest'affare in cui si vedeva costretto a prescindere dalle forme ordi­narie. Non dubito che il suo delitto fosse grave.
Vi giuro che non sapeva niente dell'incidente avvenuto sui plichi di Cacault, né delle ciarle sparsesi sopra di voi. Ve ne avrei avvertito Dell'altre cose di cui mi parlate vi risponderà l'or­dinario prossimo. Ho mandato anco la confidenziale direttamente a S. A. R.
Di grazia non scrivete al Governatore di Livorno, né vi ingerite in alcun affare che dipende da lui, ma indirizzatevi a me sempre, e per ogni affare. Non ha saputo da principio la nostra nego­ziazione, sicché son certo che la disapproverà, e prenderà di mira le persone che v'hanno avuto parte.
È stato preso sulla comunicazione che voi avete proposto di fare ad alcune Potenze il partito di tenere il silenzio colle altre, e di prevenirne la sola Corte di Vienna.
Non ho più tempo, e vi rispondo al solito senza avere le vostre lettere sicché scusate qualche
omissione.
Vostro aff.mo C.
P. S. Con Cacault cui mostrerò tutto si va perfettamente d'accordo. Egli ha dubitato che Haller fosse qui. Si sta ricercando, e se v'è sarà espulso.
Firenze, 2 settembre 1794. Amico carissimo
Accludo un foglio informativo sopra l'affare di Pugnaire.
Ho trovato che in questo come in tutti gli altri di simil natura il Governo aveva operato con rettitudine, e con discretezza. I suoi interessi ha potuto accomodarli, e a tale effetto gli é stato dato agio, e tempo. Esso tiene ancora un procuratore in Firenze. Le minacele da lui esternate di volersi vendicare del Pieri, e dei lavoranti nella fabbrica non permettono di farlo qui tornare neppure per breve tempo, né io ho saputo consigliar ciò per non rendermi garante delle conseguenze.
n Messe é già tornato in Livorno. Se era fra i francesiuon compresi nella Notificazione del 6 febbraio siccome io credo, l'assenza di pochi mesi non può togliergli il diritto di dimorarvi in specie se v'ha detti interessi, e v'ha una casa di commercio.