Rassegna storica del Risorgimento
1794 ; FRANCIA ; TOSCANA ; CARLETTI FRANCESCO ; CORSINI NERI
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1936
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289
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Toscana e Francia nel 1794 in un carteggio Corsini-Cariati 289
Fu scrìtto al Governatore di Livorno sull'oggetto della venuta colè di Teramine, e gli furono mandati i contrassegni del noto Andrea Pippo. Tocca al primo a somministrare gli indizi perchè il Tribunale possa agire con fondamento.
Sino a quest'ora cioè alle 5 il corriere di Genova non è giunto: aspettò, le vostre lettere per continuare la mia.
È arrivata in questo punto la vostra lettera del 30 agosto.
Quanto al Sig.T Moutte vi rispondo in due parole, ciò, che il Granduca fece rispondere al Sig.' Gentile, cioè che non gli era impedito di restare in Toscana finché non trasgredisse le leggi del Paese ma che lo (fece) prevenire esservi colla Repubblica di Genova un trattato per la restituzione de' rei. Con Roma non c'è trattato, ma sta per farsi, e regolarmente i due Stati si restituiscono a vicenda i rei, e non facendolo quando sia richiesto conviene dirne le ragioni lo che è I*istesso che entrare in un pettegolezzo, ovvero operare di mala fede avvisandolo di partire. Se il Sig.r Moutte fosse sicuro che il Governo Pontificio non lo richiedesse potrebbe stare tanto tran quillo in Toscana quanto in Francia perchè qui si rispettano le opinioni quando non sono esternate con imprudenza. Questo è ciò che posso dirvi in arena ma ne parlerò con piò fondamento dopo averne tenuto proposito con ehi si deve.
Sopra di Haller vi partecipo che sono già stati dati gli ordini perchè capitando qui sia subito fatto partire. C'è un decreto d'arresto contro di luì; onde non conviene che qui sia ricevuto.
Nel corrente mese debbono partire molti altri emigrati ai quali spira il termine della proroga. Uno ve n'è il quale pretendendo d'essere stato mandato via con poca cortesia ha stampato una Diatriba contro il Governo dicendo fra le altre cose che vi sono molti patriotti, i quali si lasciano tranquilli. 11 numero è molto diminuito. Stento a credere che sieno 200.
Mi par di non aver altro da dirvi. Addio. y .no am co
N. Corsini.
. . . . Firenze 23 settembre 1794.
Amico carissimo
Ho ricevuto la vostra del 4 settembre inviatami per mare, e relativa alla spedizione del noto corriere, ed al di lui inopinato ritorno.
I cónti delle spese occorse per questa spedizione stanno benissimo, e suppongo che il sig. Favi ve ne avrà rimborsato tale essendo l'istruzione, che gli fu data nel partire. Quando non lo abbia fatto si supplirà in altra forma.
S'è domandato all'Auditore Vicario del Tribunale di Livorno esatto discarico della condotta che ha tenuta con Tcramina. Ha risposto che le denunzie di Teramina erano indizi da non trascurarsi per tenere in osservazione, siccome fanno, le persone sospette, ma non bastavano perchè il Tribunale procedesse ex officio. Bensì siccome in ogni giudizio che s'intraprende, richiedesì un garante, il quale è il fisco, o l'accusatore, fu detto al Teramina che qualora si fosse reso responsabile dell'esito del giudizio per indennizzare gli inquisiti quando fossero stati ritrovati innocenti, il Tribunale non avrebbe avuto difficoltà di procedere contro di essi. La risposta del predetto Vicario concepita nei termini sopraindicati era tanto savia, e dimostrava una sì gran premura di perseguitare i detentori di falsi assegnati che in questa istessa sera si manda a Parigi in copia.
Sul proposito dclii assegnati è necessario che si sappia costà dal Sig.rTilly, che il Supremo Tribunale di Giustizia contro il parere dell'Auditore di Livorno aveva posto nella sentenza contro de Morqnes, e Negroni le clausole della restituzione del li assegnati ai proprietari. Ciò essendo venuto a mia notizia ne feci una rappr.* al Granduca, ed esso si degnò ordinare che sembrandogli contraria ai principi di giustizia universale e capace di comprometterlo con qualche Governo straniero quella parte di detta sentenza che si riferiva alla restituzione de'lli assegnati la Consulta ne sospendesse l'esecuzione, e la rivedesse. Credo che ormai sarà annullata, ed io mi procurerò copia del Decreto di cassazione per mandarlo costì, ed a Parigi.
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