Rassegna storica del Risorgimento
1794 ; FRANCIA ; TOSCANA ; CARLETTI FRANCESCO ; CORSINI NERI
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1936
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290
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290 Ruggero Nuti
Abb iamo ben ponderate le due lettere a voi scritte da Goupy. Esso può essere un sollecita tote, ma non un Agente autorizzato finche il Gomitato di Salute Pubblica non fa un decreto relativamente alla Toscana. La credenziale di Goupy e nelle mani di detto Comitato, il quale gliela rimetterà se il Decreto sarà favorevole. Il parere del Sig. Cacault, e molto più le ultime lettere ministeriali venutegli da Parigi ci comandano per cosi dire dì non far nulla. Non è materia da confidarsi ad una lettera, ma tutto è in ottima regola. Nonostante sarà utile che voi aiate in corrispondenza col detto Goupy per eccitarlo e maneggiarsi, ed a sollecitare sopra tutto una risoluzione. In caso diverso avrebbe nel fondo profittato de' vostri suggerimenti per fare qualche cosa di più. Frattanto torno a dirvi che i compensi da voi presi dopo l'inaspettato ritorno del corriere Bclin a Nizza per rimediare a questo inconveniente sono sembrati eccellenti
Godo che de Masse sia stato contento di noi, e sopra il suo affare avrà veduto che non v'era riposo. Addio
Vostro affano ser.** e am. i)
Firenze, 15 ottobre 1794. Amico carissimo
Ricevei soltanto alle ore 8 della sera il vostro pregiatissimo foglio in data 9 stante, ed unite a questo le due lettere di Goupy, giuntevi coll'ultimo corriere di Francia. Esse non corrispondono certamente alle speranze che S. A. R. aveva concepite, e delle quali ai lusingava di vedere l'adempimento all'arrivo di codesto Sig.r Ministro Plenipotenziario Claudio Villars, di cui aveva già formato una idea favorevolissima ed intieramente conforme al carattere, ed alle cognizioni che voi gli attribuite nelle vostre lettere.
Sono ormai nove mesi (e voi ne siete testimone) che più o meno efficacemente in ragione delli ostacoli che ci si frapponevano, e senza alcuna interruzione abbiamo di concerto trattato di riunire fra la Francia, e la Toscana quelle buone armonie che il Granduca aveva dovuto apparentemente sospendere senza sua colpa, ma per sola violenza. Lunghi, e frequenti sono stati i colloqui che io ho tenuto in vostra casa col 5ig,T Cacault (il quale è convinto quanto noi della rettitudine delle nostre intenzioni) sono state per di lui mezzo fette prima passare in Francia le nostre giustificazioni in forma non autentica, s'è ordinato ai Tribunali di render giustizia alla Nazione Francese ed alli individui della medesima come se fossimo in amicizia con essa, ed è stato ciò eseguito con successo conforme i fatti lo dimostrano, infine nel mese di febbraio l'intiero Consiglio deliberò di mandare all'incaricato Favi una memoria giustificativa della condotta del Governo affinchè ne facesse uso presso il Dipartimento delli Affari Esteri che allora aveva nn nome diverso da quello che ha assunto ultimamente. Ciò fu fatto nel di 6 febbraio, ma Favi essendo partito da Parigi convenne prendere il compenso di incaricare di questa commissione il Console di Toscana in Marsiglia ordinandogli di portarsi in quella città; anche questo tentativo andò a vuoto attesa la di lui infermità, ed età avanzata. Infine fu scritto dal Sen. Serristori Ministro delli Affari Esteri una lettera al Sig.r Goupy colla quale gli accompagnava una memoria contenente l'istoria della violenza che c'era stata fatta dalli inglesi, e de' tentativi che noi s'erano messi in opera per ritornare in buone armonie colla Francia. Per maggior cautela non volendo che il Sig. Goupy il quale come cittadino francese non poteva prendere commissioni da governi esteri, ed apparentemente inimici della Francia, soffrìsse alcun disgusto fu diretto il plico al Commissario delle Relazioni Esteriori. Frattanto continuava per mio mezzo la corrispondenza fra il Sig.c Cacault, ed il Governo. Esso manifestava sopra ogni punto ciò che avrebbe desiderato, e ne aveva delle risposte sempre soddisfacenti. L'effetto di questa corrispondenza, e dello, vigilanza de' nostri Tribunali è stato di dissipare nn complotto che qui era per spargere de falsi assegnati, di scuoprirne, e sequestrarne a Livorno fino alla somma
l) Questa lettera non è firmata, ma è autografa come tutte le altre.