Rassegna storica del Risorgimento

1794 ; FRANCIA ; TOSCANA ; CARLETTI FRANCESCO ; CORSINI NERI
anno <1936>   pagina <291>
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Toscana e Francia nel 1794 in un carteggio Corsini-Carletti 291
<u un m ili ione, o mezzo di lire in una sola vòlta, d'incutere timore, e di screditare cruento abo­minevole commercio ne* pubblici fogli, di salvare alcune proprietà che la Francia aveva in Livorno per conto di provviste di grani ponendole sotto la cura del Sig. Tilly come rappre­sentante della Repubblica Francese, ed infine di dare al Sig. Cacault una Nota ministeriale da me soscritta per ordine del Granduca nella quale dopo l'esposizione di tutto ciò si chiedeva alla Repubblica Francese una spiegazione, ed una risposta decisiva. Per maggior sicurezza del recapito fu costi spedito il Sig. Favi, e voi foste commissionato di trattare con Tilly. In una parola ormai tutto il mondo sa che il Granduca chiede alla Francia la sua amicizia, ne abbiamo ricevuti de* rimproveri de* Coalizzati, abbiamo resistito a tutto come provano le risposte date recentemente all'amm. Hood, ed a Wyndham delle quali vi comunicai l'estratto.
Dopo nove mesi di negoziazione, e dopo una serie di fatti che dimostrano i nostri senti menti scrive Goupy che ha avuto a gran stento una conferenza col Commissario delle Rela­zioni Esteriori, e due altre con due membri del Comitato che a tutti è parso nuovo di sentir parlare della Toscana in quel luogo, che ignoravano il carattere di Goupy in qualità di incari­cato della trattativa dal Granduca di Toscana mentre hanno nelle mani la lettera credenziale di Serristori che lo autorizza, e che infine si comincia ora ciò che si sperava di veder ultimato. Tutto ciò non combina con quello che il Sig. Cacault m'ha detto, col progetto di decreto fatto dal Commissario al Comitato, coll'offcrta da noi fatta in conseguenza, e per iscritto, e (siami permesso anche dire) coll'opinione che noi abbiamo sempre avuta de* principi che regolano la politica giusta, e sincera di quel Governo, e senza la quale opinione avrebbemo riputati vani tutti i tentativi. Se noi non avessimo apprezzato la Francia se non che per la sua forza e come si sarebbe temuto un Re conquistatore v'assicuro che il mio parere sarebbe stato di non irri­tarlo, ma di non abbassarsi a cercarlo, sembrandomi inutile di pacificarsi con chi vuole abu­sare delle sue forze; ma quando noi ci siamo messi nelle braccia della. Francia siamo stati certi di trattare con un Governo che usa della forza per incenerire i grandi, e della ragione per ren­der giustizia, ed accordare protezione ai piccoli.
Qual'è l'oggetto di questa lunga declamazione? Attribuitelo alla mia sorpresa, all'impa­zienza, in cui è il Granduca, alla responsabilità che voi, ed io abbiamo di questo affare. Cacault scrive oggi qualche cosa, e molto più scriverà nell'ordinario prossimo se il nostro destino non e ancora deciso. Questo è il chiodo che bisogna battere perchè le circostanze lo esigono imperio­samente. Si dovrà vedere sortire da Tolone una flotta francese senza sapere qual sia la nostra sorte? Ciò sarebbe ingiusto. Agite da vostro pari. Le difficoltà che fa Goupy sull'autorizzazione è nulla, e la risposta è nelle mani di chi ha la lettera di Serristori.
V off.0 N. Corsini.
Firenze, 22 ottobre 1794. Amico carissimo
La posta di Genova sarà giunta nella scorsa notte, e spero in breve ricevere vostre lettere, ed unita a queste qualche altra di Goupy.
Nella passata settimana ho ricevuto per mezzo del Sig. Sen. Rartolini da Livorno una vostra in data del di 8 stante nella quale m'informavate del richiamo di Tilly, e dell'arrivo costà di Villa. Ieri poi da un condottiero di muli me ne fu recapitata un'altra in data del 15 nella quale mi ragguagliate dell'ordine di arresto contro Tilly, e di ciò, che è avvenuto in seguito di ciò. Se non avete notizie direttamente relative al nostro affare, o anche estranee a questo, ma di grande importanza non occorre, che mi scriviate per occasioni straordinarie.
Il Sig. Cav. Seratti 1) è molto migliorato in salute, e prende già i suoi congedi per tornare al suo posto in Livorno dopo aver passato eoi Sovrani una settimana al Poggio a Cajano, e
1) Governatore di Livorno.