Rassegna storica del Risorgimento
1794 ; FRANCIA ; TOSCANA ; CARLETTI FRANCESCO ; CORSINI NERI
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Ruggero Nuti
Firenze, 5 dio. 1794. ore 1 dopo mezzodì. Stim.mo e Carte." Amico
La vostra staffetta giunse mercoledì sera prima che il Granduca andasse a letto: sicché potè leggere i plichi i quali mi furono poi mandati nella mattina del giovedì. Siccome mi fu dimostrata dal Granduca somma premura di dare nuove assicurazioni alla Rep. Francese de* BUOI sentimenti sopra questo particolare della restituzione de* grani, io mi portai la sera presso il sig. Cacault cui aveva preventivamente inviate le lettere di Goupy. Si concertarono con lui a voce i punti principali delle istruzioni da darsi a Goupy sopra a questo affare, ed io nella notte ho disteso la lettera che troverete inclusa nel plico, e di cui è stata comunicata copia a Cacault il quale l'accompagna al solito con un suo dispaccio al Comitato di Salute Pubblica, La staffetta che al più tardi partirà alle 4 dopo mezzogiorno arriverà prima della partenza da Genova del corriere di Francia di lunedì prossimo onde per questo mezzo potrete spedire il placo quando non vi sia qualche più sollecita, e più sicura occasione.
Dimani si scrìve a Livorno per avere i documenti che giustifichino la quantità del grano tolto dalli inglesi, e si comincierà a trattare della liquidazione con Cacault.
Sono al solito
V.ro aff.mo -serv.re ed am. N. Corsini. P. S. Pregate il sig. "Viliars de* soliti buoni uffici
Sig. Conte Cadetti Genova
(in un foglietto annesso)
Confid,
5 die. 1794. Amico carissimo
Ho ricevuto per la via di Livorno la vostra lettera del 30. Non mi spedite più alcuna lettera per la via di mare e per Livorno. Ho le mie ragioni e non importa che -scriva tutto quello che vi direi a voce.
Sull'economico vedrò martedì il preciso. Sulla provvisione io non posso mutar parere. Sul rimanente si vedrà cosa può farsi. Gli aggravi di questo Stato nel corrente anno sono grandi: vedrò, ed esaminerò la memoria che mi promettete sul politico.
II.
Lettere del conte Carletti a don Neri Corsini
21 agosto 1794. Confidenziale
Un certo Lenzi fiorentino amico del mio segretario, che à messo qui una fabbrica di tele, e che due, o tre settimane addietro si recò da Genova costà per prendere moglie fece pregarmi che gli ottenessi dal Console di Francia un passaporto. Lo chiesi. Mi rispose il Console che non poteva darlo a un saddito di potenza coalizata, ma per favorirmi immaginò di consegnarli, e gli consegnò ut effètto molti plichi venuti da Parigi per Cacault, e che contenevano per quanto io eredo stampe, e libbrì non pericolosi per la Toscana, mentre il Console, e Cacault sono uomini in fondo onesti, e mi conoscono assai per non far niente con il mio mezzo che sia contrario al dovere. Con il pretesto della spedizione di questi plichi fu accordato il passaporto. Vengo informato che il Lenzi giunto a Livorno per ignoranza, per timore o per malizia portò al Governo i plichi, fra i quali ve ne era uno da me datogli per la Contessa dTAlbanj, disse ch'io gli avevo