Rassegna storica del Risorgimento
1794 ; FRANCIA ; TOSCANA ; CARLETTI FRANCESCO ; CORSINI NERI
anno
<
1936
>
pagina
<
295
>
Toscana e Francia nel 1794 in un carteggio Corsini-Cadetti 295
ottenuto il passaporto, e conviene credere che lo abbia detto anche ad nitri, perchè se ne è fatta un'istoria a mio danno. La purità della mia condotta mi costa più assai che non sapreste immaginarvi con li italiani, e con i francesi. Due riflessioni però. Se voi sapevi questo fatto perchè non svisarmelo? Se veramente esiste in quei termini pensate a prevenirne Cacault, e darmi mezzi di prevenirne qui il Console.
Questo caso mi richiama ad altro. Per via indiretta un amico 15 giorni addietro m'à informato che costà si aprono le mie lettere che arrivano e partano, e che voi lo sapete. Non ve ne taccio un rimprovero. Più che a me voi dovete essere attaccato al vostro dovere, e Io siete con esemplarità, con mia ammirazione. D'altronde io non ne sono inquieto. Avrei quasi lo vanità di quell'antico romano che voleva la sua casa fornicata in modo, che ognuno, ad ogn'ora potesse vedere ciò che ci si faceva. Nella mia si vedrebbero molti peccati sottoposti al Giudice invisibile, niìtn delitto in faccia alle autorità umane. Ma ordinandosi in Firenze l'apertura delle mie letcere non si è veduto un inconveniente. Molte persone ch'io disprezzo, senza troppo mistero al mio solito, devono avere auto parte al segreto, e devono averlo confidato ad altri con maligna compiacenza, e con desiderio che si dilatasse. Voi comprendete qua! macchia ne viene al mio onore, la sola cosa nella quale non transigo. Voi, e Manfredini ci penserete. Lo spero, e lo merito.
Mandate l'acclusa a Nannoni. Parla della mia gamba. Sta ancor male. Mi costerà caro l'esser partito, quando non era ancor guarita.
Se troverò un momento scriverò a Fossombroni. Oggi ò perso, o per dir meglio bene impiegato tre ore di tempo, perchè la Mari ha pranzato da me con il sno Malespina, che è come la giunta alla carne buona, e con Lagesverd. Avevo un pesce regalatomi, quasi grande quanto me. Si è bevuto alla prosperità della Toscana, e di alcuni amici. La Mari si duole che Manfredini *) l'à ricevuta troppo seriamente. Ditegnene. Gli ò risposto che Manfredini è più difficile a essere tentato di S. Antonio, e che io la istruirò perchè riesca meglio un'altra volta. Lasciamo le bagattelle.
Ninno qui, siatene certo, intende il vero stato della Francia. Vuole la pace, vuole la guerra, finge ritirando da alcune parti le truppe, e spargendo li improbabili tradimenti di Robespiere, desidera un sistema di ragionevole moderazione, v'è un partito occulto, e potente, del quale non si conoscono le mire, ecco le meditazioni dei meglio informati. 0 veduta una lettera di persona non francese in Parigi, intelligente, e pagata per osservare. È in data 11 corrente, venuta per via fuori di posta. Dice che li ultimi svenimenti qualunque piega prendano saranno fatali olii inglesi, e potrebbero giovare ai Coalizati specialmente in Italia, e che io spirito republicano entra nelle armate, ma non nel popolo che vorrebbe tranquillità. Avisa che la marma è meno florida di quello che vuole darsi ad intendere, e le sussistenze precarie, perchè l'economia nelle città, e luoghi interni non compensa lo sciupo, e i furti delle armate.
Vostro amico. 2)
Confidenziale
G. 30 agosto '94.
Oggi vi scrivo altra lèttera, e l'accludo ad uno per Fossombroni, al quale mando la china commessami. La riceverete due, o tre giorni doppo la presente per occasione particolare. Quel che contiene non è direttamente relativo al nostro affare.
Spero che non disaproverete se l'Incaricato e il Console di Francia pranzano da me quando vogliono. Essendo nemici fra loro, ciò mi conviene perfetta mente, e già sanno ch'io non entro
I) Maggiordomo e consigliere del Granduca; sostenitore della politica di amicizia con lo
Francia.
2J Senza firma.