Rassegna storica del Risorgimento

1794 ; FRANCIA ; TOSCANA ; CARLETTI FRANCESCO ; CORSINI NERI
anno <1936>   pagina <297>
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Toscana e Francia nel 1794 in un carteggio Corsini-Carletti 297
pretesto in Livorno S. A. R. per illuminarlo con le cautele necessarie acciò non se ne accorga Manfredini, e che di ciò se ne e incaricato il Governatore Seratti, dal quale esso Console vuole, far credere d'avere ricavato tali notizie. À insistito Tillj, perchè in di lui nome ne averta sub-Dito Manfredini, di cui si è espresso con somma stima. L'ù ringraziato, assicurandolo che scri­verò, perchè il Gran Duca, e Manfredini abbiano occasione di fare una risata. Perchè una risata, m'à replicato Tillj, con occhi di fuoco? Non v'inquietate, gli ò detto, ecco il perchè. Seratti è un antico servitore del Gran Duca, ò conosciuto per onestissimo, e riservatissìmo. Qualunque opinione abbia sopra la neutralità della Toscana, non è credibile che se ne sia aperto con il Console di Russia celebre in Livorno istesso per la fabbrica di nuove false e scioc­chissime. Ò preso poi l'opportunità di rendere a tempo giustizia alla soda probità di Seratti che Tillj senza addurne mai una prova reputa amico delli inglesi, e nemico dei francesi. 0 con­cluso che il più stolido, il più maligno toscano, se non è decisamente pazzo non puole pensare in serio che Manfredini agisca mai contro la volontà del Gran Duca, onde ho voluto mettere qualche dubbio sopra la realtà della lettera, tanto più che questo Incaricato della Russia è notoriamente uno scellerato e avrebbe potuto inventarla. Tillj persiste che la lettera è venuta. Lascio alla vostra prudenza l'arbìtrio di fare in parte, o in totalità, o di non far uso di questa notizia. Tillj al tempo istesso m'à letto le lettere di Nizza giunte ieri. Il quadro è tutto diverso che nella settimana passata. Ben lungi che si parli di campagna sospesa, assicurasi che i francesi daranno lo spettacolo nuovo d'una campagna terribile in Italia a dispetto delle nevi, e d'ogn'altro ostacolo. E questo un progetto vero, o una voce che si vuole spargere per spaventare? Lo ignoro. Mi preme sapere con più dettaglio, se l'imbecille o infame Lessi che denunziò ai superiori di Livorno, e di Firenze i plichi di carte dategli da La Chesse per Cacault con mia intesa e dategli per il solo motivo di coprire un passaporto francese che desiderò con la mia mediazione, e che non avrebbe potuto avere come toscano, à agito per proprio impulso, o per insinuazione d'altri, e di chi, o se alle porte di Livorno gli furono arrestate quelle carte prima che le denunziasse. Non mi fate misteri. 0 da voi, o da altri saprò tutto, e m'interessa il saperlo più che non potete immaginare. Forse interessa anche voi, e altri. Non temete imprudenze, o vivacità per parte mia. So contenermi quanto chiunque, quando bisogna. ,,t
Riassumete le mie lettere. Vi sono alcuni articoli ai quali l'angustia del tempo non vi per­mette rispondere subbilo, e poi si scordano. Per ciò che appartiene personalmente a me, vi sarà tempo a pensarvi. Voltaire racconta che il Maresciallo di Villroi partendo una volta per l'ar­mata disse pubblicamente a Luigi XIV: Sire je vai combatre vos annemis, et je vous laisse panni Ics miens. Potrei dire privatamente l'istesso al Gran Duca, a Mcnfredini, e a voi. Non chiederò mai altra grazia per me che l'autentico risarcimento del mio onore attaccato dalla prepotenza d'alcuni, e dall'inganno della pubblica voce, o la libertà di risarcirlo io medesimo per-vie legali.
Ottima, e spero utilissima è l'apertura del Gran Duca con l'Imperatore nell'oggetto. Addio, Vostro amico Carlctti.
P. S. L'amabile Fornari che viene a trovarmi mi dice che manda a Pignotti la nota da questo Governo scritta a Tillj, onde non la mando io tanto più chela mia è tradotta in francese.
Confidenziale.
G. 6 settembre 1794.
Con prima mia da Genova vi avisai che al mio passaggio da Tortona m'avevano obbligato a partirne nel momento senza ch'io potessi medicare una gamba assai ammalata, con una piog­gia dirotta, e con pericolo di affogare nella Scrivia, che il Maestro di posta protestava, che per tre, o quattro ore non era passabile.
Per non compromettere il passaporto del Gran Duca, io soffersi in silenzio questa prepo­tenza caniballica, e per ristesse ragione con diversi mezzi segreti, e lunghi ò cercato di sapere
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