Rassegna storica del Risorgimento

1794 ; FRANCIA ; TOSCANA ; CARLETTI FRANCESCO ; CORSINI NERI
anno <1936>   pagina <299>
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Toscana e Francia fai 1794 in un carteggio Corsi ni-Curlmi 299
riscontro de] dispaccio mandato a Goupj a* 26 maggio passato. Da un momento all'altro un tal riscontro potrebbe venire a questo Busoni che in ogni occasione anche straordinaria a lettere tu Goupj. Vi è di qui quasi ogni giorno, quando il vento Io permette, occasione di mare per Livorno. Ditemi se potrei indirizzare lettere per voi al Sen. Bartolini senza entrare con esso in alcun discorso. Non vorrei sbagliare, non vorrei mancare di diligenza. Mi piacerà ancora sapere da voi confidentemente, se sono costa, approvate le misure che prendo, e delle quali con scrupo­losa esattezza vi rendo conto ogni ordinario. Non temete di disgustarmi contrariandomi. Gradi rei pure che mi diceste distintamente quali sono le persone che sanno l'intiero segreto del nostro affare in Francia. Questa domanda non è curiosità, meno ancora inutilità. Ò le mie ragioni. Io so bene che voi non potete rispondere a posta corrente al contenuto delle mie lettere; basta lo faciate con tutto il vostro commodo, e ve ne prego.
Qui si pretende che molti negozianti torinesi abbiano, non ostante il rigore della legge in contrario, trovato modo di far passare nel Gcnovesato, una gran parte dei loro fondi. Una lettera d'ufficiale piemontese dice che si attendono ad ogni istante a un attacco terribile, e si esprime che vede crescere i francesi come le formicole.
Il Generale B uona p art e giustifica to, e libera to detto in S. Remo a un suo amico che risponde sopra la sua testa della sollecita presa di Cuneo. Conosco chi à scommesso che dentro l'anno il Re di Sardegna non sarà più a Turino, e la persona che pensa il contrario à detto che se perde, vuole per consolazione dare ai poveri il doppio della scommessa. Questo Governo sa officialmente che la disciplina dei francesi nei frequenti passaggi per lo stato Genovese sorpassa ogni esempio, e ogni espeltativa. Il popolo, e i contadini ne sono talmente edificati, che quando i francesi si avicinano gli vanno incontro festosamente, e gli portano panieri con generi in vendita e in regolo. Usate con riserva di queste nuove, ancorché siano di poca importanza. Se si penetrasse che vengono da me, si potrebbe indovinare di dove le tiro.
Addio Vostro amico Carletti.
Genova 15 novembre 1794. Caro amico
Qaesta sarà per voi solo, se così vorrete.
Ditemi chi legge costà le mie lettere a voi dirette, e in mano di chi poi restano. Vorrei che fissaste il sistema di rileggere le mie lettere con commodo la settimana doppo che vi sono arrivate, e vi tratteneste meco a lungo sopra li oggetti che tratto, e che lo meritano. Non sono mai diffuso senza ragione. Mi piace inoltre d'avere in tutto il vostro sentimento. Mi troverete sempre docile alli affari che non sono miei.
Se ci fosse stato tempo vi averci proposto di dare più latitudine alla credenziale spedi­tami segnata dal Gran Duca, e della quale rimettete copia a Goupj. Sarete persuaso ch'io non sor­tirò mai dalla linea, che mi prescriverete, ma può sembrare, o è già sembrato a qualc'uno un semplice complimento a uso di Corte il dire che si manda un tale a Parigi per facilitare e il non darli poi altra facoltà che confermare il già scritto nelle memorie. Vi sembrerà redicola questa d incolta, e tale è, perchè la lettera vostra a Goupy s'esprime in termini più chiari che le effettive credenziali si faranno secondo la minuta che si in vieni da Parigi, e perchè nelle memorie istesse si trovano replicate volte esibizioni ampliabilissime di amicizia. Sarete persuaso che risponderò, o d risposto opportunamente; ma voglio farvi conoscere che in genero quel che viene dalle Corti è sempre sospetto ai francesi, e che quel governo pare da molti dati che desideri non la neu­tralità della Toscana ma l'aleanza impossibile finché l'Imperatore è in guerra. Se però è impos­sibile concludere una formale, e pubblica aleanza, non ci è impossibile trattarla con buona fede o per il momento convenevole per accompagnare fin d'ora alla neutralità condizioni oneste che l'avicinino a una aleanza Meditate sopra questo tema.