Rassegna storica del Risorgimento
1794 ; FRANCIA ; TOSCANA ; CARLETTI FRANCESCO ; CORSINI NERI
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Ruggero Nuti
Sarebbe utile che Manfredini prendesse un'occasione qualunque per scrìvermi una lettera. Spesso m'e tato domandato se mi scrìve da chi e partito, e da chi è qui. Mi difendo alla meglio* ma siccome non sono diplomatico che a metà, cosi non ò ancora una bastante sfrontatezza nel mentire, e fuori di celia, mi ripugna troppo il farlo. Si sa che Manfredini à la confidenza del Gran Duca, e chi domanda sa cosa faccio io qui. Non diamo luogo a sospetti che si voglia stare a cavallo di due fossi. Io ò dipinto Manfredini quel che è, e per i mezzi che vi saranno noti, una volta ò reso essenziali servizi alla sua gloria con i due partiti. Se la Toscana è salva io dimostro a chi occorre che devesi a Lui, a voi, :'e' .un poco a me; non guastiamo con inezia di pulì tica un piano grande; crediatclo a me bisogna avere rocchio a tutto, perchè tutti i francesi anno l'incommodo dritto d'esaminare. Quando avrò avuto una lettera dirò a qualche assente che sta in Italia o ai vicini, che Manfredini doppo la mia partenza da Firenze m'à scrìtto quando è occorso, è per il detaglio se la intende poi con voi, e voi con me. Non importa che la lettera di Manfredini entri in affari: basta qualunque tema, e se si vuole ch'io scrìva il primo non vi è dificoltà, perchè io guardo all'interesse che ci occupa, non a etichetta di ceremonie. Se po-per qualunque motivo non volete fare questa insinuazione, come idea vostra, o come idea mia, lasciatene pure il pensiero. La cosa non è d'una assoluta necessità.
Sodisfate una curiosità che è tutta mia. Scrìvono di coste che il Gran Duca à richiamato Tansini per compiacere la Corte di Roma, che non voleva un amico di Ricci. *) Gradirò sapere se è vero, e chi à protetta la promozione di Angelini. Addio Vostro amico
Cadetti. P. S. In repplica alla vostra 11 corrente.
Permettetemi che vi preghi a spiegarmi confidentemente, chiaramente e con vostro comodo come devo contenermi nella parte economica. Non ò ancora ben inteso quest'articolo che è delicato per ogn'onest'uomo, e dicendomi voi ch'io non ò bisogno che mi si insinui economia è l'istcsso che insinuarmela civilmente. Io sono pronto a spendere tutto il mio: ditemi voi il resto. La mia età, e la mia salute esigono molti commodi e in conseguenza molte spese che sarebbero inutili per voi, già che ò veduto con stupore, e ammirazione che se bene voi siate educato in una gran famiglia, e nei pregiudizi del lusso romano, unite ai vostri meriti il bene di non conoscere troppi bisogni, vivete all'incirca come un sans coulattes.
Mi dite che non approvate che un corriere di gabinetto stia qui ai miei ordini, e considerate che scoprirebbe il nostro affare e produrrebbe una pubblicità inopportuna se lo conducessi meco a Parigi, dove vorreste che facessi credere che vado per i miei particolari interessi. Rinunziate, caro amico, alla speranza che la nostra negoziazione sia un segreto. Giachè poi non vi piace che m'accompagni un corriere di gabbinetto, (e sono giusto per convenire che non è necessario anzi che è meglio ch'io non lo abbia meco) bisogna che assolutamente vi diate la pena di ordinare a qualche vostro dependente che cerchi un bravo uomo di questi che per mestiero vanno con i forestieri correndo posta, e pensando a tutto con un largo salario, e con la tacita permissione di rubbare discretamente nelle liste di spese. Dispero di trovare qui un tal uomo, e senza questo non posso azzardare di mettermi in un viaggio, che vi prego riflettere puole da un istante all'altro essere espediente ch'io intraprenda senza dilazione, onde è meglio rischiare di buttare via qualche somma in preparativi che divenissero inutili, che sottoporsi al caso ch'io dovessi e non potessi partire. Quest'uomo bisognerebbe mandarmelo subbi co con qualche pretesto, ma badate che sia eccellente nell'impiego che dovrà esercitare.
Ripeto ch'io devo avertirvi di tutto, che non mi picco se non si Bieguono le mie direzioni, e ubbidisco alle vostre.2)
!) Mona. Scipione de* Ricci, già vescono delle Diocesi unite di Pistoja e di Prato. 2) Ancbe questa lettera non è firmata. Ringrazio cordialmente mons. Giuseppe Delfi che mi ha consentito la pubblicazione di questo carteggio.