Rassegna storica del Risorgimento

MARIA CAROLINA REGINA DI NAPOLI
anno <1936>   pagina <308>
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Angela Valente
rinunziare a quelle follie n che paion, sole, prometterle il riacquisto del Regno di Napoli: e si abbandona ad esse, e vive per esse in un'atmosfera di sopraeccita-zione, a calmare la quale non basta un acino e mezzo di oppio che prende ogni giorno, disubbidendo ai medici che le consigliano, invece, bagni tiepidi e tisane. '> E per esse presta orecchio a progetti avventati; permette che si ordiscano trame in suo nome, ed intrighi indegni; si circonda di gente di dubbia fede e di dubbia morale, di cui i nomi e spesso gli agnomi compaiono quasi giornalmente nel Giornale , alcuni risibili e meschini Solicello, lo Zoppo, Fisichella; scrive colluvie di lettere, tante che il numero ne sembra inverosimile;2) sciupa i nervi e la salute; si rovina finanziariamente.3)
La trascina pure e la sostiene nell'azione disordinata ed avventata il suo compiacersi del mistero, che la fa simpatizzare con le società segrete, anche questo portato del tempo, cosi proclive ad esse, credente all'onnipotenza delle loro cabale. Perchè io credo che Maria Carolina continuasse ancora in quegli ultimi anni di vita i suoi rapporti con la massoneria. I più vicini a lei Canosa, SaintClair, Medici pare fossero ascritti alla potente società, e lo erano certo Moliterno, il suo eroe , e Cassetta, e Biancamano, che essa adoperava per mantenere rapporti con Napoli.4' Trovo finanche nel Diario una notizia che potrebbe significare interesse ad un più nobile movimento d'idee. Annota la regina sotto la data 6 novembre 1809: Castrone (è il capo della sua- polizia) mi parlò lungamente e bene dell'Italia e delle sue buone disposizioni,5' il che io credo dovrebbe riferirsi ai Patrioti e ai Carbonari.
tt Je pris par obeissancc aux medicina un baintiede et une drogue laissant mon chere ophun qui me fit tonte la nuit et bicn sonfrire : Journal, 18 agosto 1808. Ma torna all'op­pio il 24 febbraio; e nel 1810, al tempo del dissidio col Parlamento di Sicilia, arriva fino a prenderne tre pillole al giorno. Journal, riassunto pel febbraio 1810.
2) Nel 1809 risultano dal Diario scritte 1259 lettere; e nel 1810, scritte 1377, ricevute 3197; nel 1811 scritte 1559 e ricevute 2358, oltre i biglietti. Passa a volta giornate intere a scrivere, affaticandosi eccessivamente, d'autant plus penible trae je laisse tonjonrs tout accnmuler au dcrnier moment et qne alor ma faible tete se trouve force a un travail dont elle souflxe: c'est un defaut comme autant d'aufcre l'erai tout me corriger , Journal, 1 aprile 1805.
3) La passività del bilancio è già pel 1808 di 158.366 ducati (ne aveva spesi 353.866 contro 195.000 introitati); per il 1809 è di 122.021; nel 1810, anno della spedizione di Sicilia del Murat, le spese salgono addirittura a ducati 565.151, per ridiscendere nel 1811 a 333.679 cóntro 312.250 introitati. Ma, a parte le sue beneficenze, specie in favore dei fuorusciti napoletani, son lasciate a lei tutte le spese della sua corte; paga anche lei gli appannaggi alle figlie maritate, ed i debiti di Leopoldo. Inoltre, la Sovrana è per natura generosa e splendida, come dimostrano i magnifici regali di cui è nota nel Journal. Fu per tali spese eccessive che nel settembre 1810 per la molteplicità dei debiti di cui solava (sic) ed arrossiva fece l'im­pronto di 100.000 once e mise le gioie per questo istesso valore al Bancho e si chiuse questo ed aperto un conto nuovo , Journal, sunto finanziario pel settembre 1810.
*) Cfr. a questo proposito CANOSA, I pifferi, ecc.; JOIINSTON in nota a Mémoirù di Maria Carolina, ecc., sotto i nomi in parola, e JOHNSTON stesso in The Napoleonic Empire in Southern Italy and the Rise of the Secret Societies, London, 1904, voi. 2", pag. 31.
s) Journal, 6 novembre 1809.