Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; PINTO MICHELANGELO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno <1936>   pagina <312>
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Mima Vicchi-Piato
dagli Austrìaci restauratori del governo di Leopoldo, ohe l'8 maggio 1851 abo­lirà addirittura la Costituzione del 15 febbraio 1849.
H Regno Sardo, profondamente turbato dopo il dramma di Novara *) e gui­dato da un nuovo Re e da un nuovo Ministero, sembrava, seguendo in parte le direttive del Ministero caduto, tutt'altro che propenso a riconoscere la Repub­blica, e di ciò immediatamente potè essere informato il Plato, appena giunto a Torino, il 16 aprile.
Che fare? Il buon senso dell'inviato gli suggerì che sarebbe stato più. pru­dente aspettare un momento di maggiore calma per presentarsi ufficialmente a quel dicastero. Una mossa mal fatta avrebbe potuto urtare ancora di più il Governo, ed il Pinto preferi, in un primo momento, allacciare relazioni sem­plicemente ufficiose. *)
Il suo compito quindi, più che mai delicato, in quei primi giorni della sua carriera, si riduceva a rivolgere favorevolmente verso la giovanissima Repub­blica l'opinione del Governo e di quella parte del popolo che ancora le era contraria, e ad informare minutamente il Governo romano di tutto ciò che accadeva nella capitale sarda e nelle provinole.
Contemporaneamente il Governo romano per mezzo del Ministro degli Esteri e soprattutto del suo sostituto, aw. Francesco Borgatti, grande amico personale dello stesso Pinto, informava quasi giornalmente l'inviato, di tutti i principali avvenimenti romani, basandosi sui quali si doveva svolgere la sua opera nel Regno. 3)
H primo importante fatto annunziato al Pinto, fu l'avvenuto riconoscimento della Repubblica da parte della Sicilia. L'inviato, lusingandosi che questo avrebbe prodotto un grande effetto tanto sulle popolazioni pianto sullo stesso governo, comunicò immediatamente la notizia per mezzo dei giornali liberali e specialmente della Concordia, invitando gli altri governi ad imitare l'isola generosa.
Ma l'effetto, in pratica, fu nullo; né l'inviato credè ancora opportuno di presentarsi come rappresentante ufficiale, né egli potè più sperare di farlo in seguito.
Datati col 25 e 29 aprile, infatti, egli riceveva dal suo Ministero due dispacci con cui si annunziava fallita la speranza d'un appoggio diretto della Repubblica francese non solo, ma si dava l'ufficiale notizia di un intervento di questa in favore del Papa e contro la Repubblica romana, intervento masche­rato da finti amichevoli rapporti, che non solo non illusero il Governo e le
1) n 21 marzo, prima ancora che ne fosse richiesta ufficiosamente, la Repubblica Romana mandava in aiuto dei Piemontesi contro il nemico austriaco ben 10.000 uomini: ma essi purtroppo non potevano giungere a tempo.
a) Le credenziali, in conseguenza (vedi doc. n. 2) rimasero nelle mani del Pinto.
') Per la biografia del Borgatti vedi: Dizionario del Risorgimento Nazionali, Milano, 1930, II, p. 367.